Turismo molesto: sanzioni e multe in tutta Italia
tutela locale
7 aprile 2026
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Turismo molesto: sanzioni e multe in tutta Italia

Capri introduce multe fino a 500 euro contro comportamenti invadenti. Anche altre città italiane impongono sanzioni per turismo eccessivo, per tutelare decoro, sicurezza e vivibilità.
Ilaria Di Paola

Il Comune di Capri si batte contro il procacciamento selvaggio di clientela. Sull’isola è comune vedere ovunque agenzie e collaboratori promuovere insistentemente i propri servizi, causando non poco disagio. Con l’ordinanza siglata oggi, 7 aprile 2026, il Comune di Capri ha ufficializzato il pugno duro contro l’insistenza e l’invadenza di tali comportamenti, con sanzioni amministrative che possono raggiungere i 500 euro.

L’obiettivo dell’amministrazione è chiaro: tutelare la vivibilità dell’isola e garantire ai visitatori un’accoglienza che non sia compromessa da pressioni moleste lungo le strade e nelle piazze.

Ma Capri non è l’unica città ad aver preso provvedimenti, l’esigenza di una “de-turistizzazione” qualitativa è comune a varie mete turistiche.

 

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Le multe

A Portofino, in Liguria, si rischia una multa fino a 275 euro se si sosta troppo a lungo per scattare una foto in una zona panoramica. La città ha individuato alcune “zone rosse”, dove fermarsi ostacola la circolazione dei pedoni, creando ingorghi.

A Venezia il divieto si amplia: in piazza San Marco è vietato sedersi o sdraiarsi per terra; le multe partono da 100 euro e possono arrivare fino al daspo urbano (l’allontanamento dalla città). Le limitazioni si estendono anche ai gradini dei ponti.

 

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L’abbigliamento

La tutela dei centri storici, soprattutto nelle zone balneari, è spesso messa a rischio dall’eccesso di turisti che si muovono con abbigliamenti inadeguati. Varie città hanno posto limiti vestiari, come Sorrento e Lipari: qui è vietato camminare a torso nudo o in bikini fuori dalle spiagge. Le sanzioni possono arrivare a 500 euro.

Un altro divieto analogo è stato imposto alle Cinque Terre, dove percorrere i sentieri del Parco Nazionale indossando infradito o calzature aperte può costare caro: multe dai 50 ai 2.500 euro. In passato, i soccorsi alpini hanno registrato troppi incidenti causati da trekking imprudente.

A Viareggio, in Toscana, in passato è stato vietato l’uso degli zoccoli di legno troppo rumorosi in strada. Per un periodo sono stati addirittura classificati come inquinamento acustico.

 

Anti-bivacco

Altri divieti categorici riguardano il consumo di cibo. A Firenze e a Roma, in varie zone, è proibito mangiare, soprattutto nei centri storici o in prossimità di fontane e luoghi affollati. In particolare sono vietati cibi “appiccicosi” o che possono sporcare, soprattutto vicino a opere artistiche e culturali.