Turismo in tilt a Napoli: trasporti e sicurezza tra le criticità della stagione
Nonostante il boom turistico, i visitatori hanno incontrato numerosi disagi nei trasporti, secondo quanto denuncia l’associazione di categoria. «La chiusura…
Il Comune di Capri si batte contro il procacciamento selvaggio di clientela. Sull’isola è comune vedere ovunque agenzie e collaboratori promuovere insistentemente i propri servizi, causando non poco disagio. Con l’ordinanza siglata oggi, 7 aprile 2026, il Comune di Capri ha ufficializzato il pugno duro contro l’insistenza e l’invadenza di tali comportamenti, con sanzioni amministrative che possono raggiungere i 500 euro.
L’obiettivo dell’amministrazione è chiaro: tutelare la vivibilità dell’isola e garantire ai visitatori un’accoglienza che non sia compromessa da pressioni moleste lungo le strade e nelle piazze.
Ma Capri non è l’unica città ad aver preso provvedimenti, l’esigenza di una “de-turistizzazione” qualitativa è comune a varie mete turistiche.
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Le multe
A Portofino, in Liguria, si rischia una multa fino a 275 euro se si sosta troppo a lungo per scattare una foto in una zona panoramica. La città ha individuato alcune “zone rosse”, dove fermarsi ostacola la circolazione dei pedoni, creando ingorghi.
A Venezia il divieto si amplia: in piazza San Marco è vietato sedersi o sdraiarsi per terra; le multe partono da 100 euro e possono arrivare fino al daspo urbano (l’allontanamento dalla città). Le limitazioni si estendono anche ai gradini dei ponti.
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L’abbigliamento
La tutela dei centri storici, soprattutto nelle zone balneari, è spesso messa a rischio dall’eccesso di turisti che si muovono con abbigliamenti inadeguati. Varie città hanno posto limiti vestiari, come Sorrento e Lipari: qui è vietato camminare a torso nudo o in bikini fuori dalle spiagge. Le sanzioni possono arrivare a 500 euro.
Un altro divieto analogo è stato imposto alle Cinque Terre, dove percorrere i sentieri del Parco Nazionale indossando infradito o calzature aperte può costare caro: multe dai 50 ai 2.500 euro. In passato, i soccorsi alpini hanno registrato troppi incidenti causati da trekking imprudente.
A Viareggio, in Toscana, in passato è stato vietato l’uso degli zoccoli di legno troppo rumorosi in strada. Per un periodo sono stati addirittura classificati come inquinamento acustico.
Anti-bivacco
Altri divieti categorici riguardano il consumo di cibo. A Firenze e a Roma, in varie zone, è proibito mangiare, soprattutto nei centri storici o in prossimità di fontane e luoghi affollati. In particolare sono vietati cibi “appiccicosi” o che possono sporcare, soprattutto vicino a opere artistiche e culturali.