Violentarono turiste transgender a Napoli: condanne confermate in appello
VIOLENZA
7 aprile 2026
VIOLENZA

Violentarono turiste transgender a Napoli: condanne confermate in appello

Pene tra 4 e 6 anni per gli aggressori; Antinoo Arcigay: «Le vittime non sono sole, fondamentale l’alleanza con il Comune per protezione e risarcimento»
Rita Inflorato

La giustizia ha parlato di nuovo: la Corte d’Appello di Napoli ha confermato la colpevolezza degli aggressori che, la notte tra l’11 e il 12 gennaio 2024, hanno brutalmente violentato due giovani turiste transgender in un b&b della città. Le pene detentive, frutto di un concordato tra le parti, oscillano tra oltre 4 e oltre 6 anni di reclusione, a cui si aggiungono sanzioni pecuniarie e il riconoscimento del risarcimento alle vittime, già stabilito in primo grado.

«Questa orribile aggressione ha lasciato ferite profonde. Ma avere vicino le istituzioni cambia la vita delle vittime. Chi subisce violenze legate alla propria identità deve sapere che denunciare non è solo un dovere: è l’unico modo per trasformare l’odio in giustizia, sapendo di non essere sole», sottolinea Antonello Sannino, presidente di Antinoo Arcigay Napoli.

Le due ragazze, immediatamente soccorse, hanno trovato protezione e ascolto presso la Casa delle Culture e dell’Accoglienza delle persone Lgbtqia+, un progetto del Comune di Napoli finanziato da Unar e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, gestito da associazioni territoriali. Un rifugio sicuro che si è rivelato cruciale nel percorso di rinascita delle vittime.

«Siamo grati al Comune di Napoli, che si è costituito parte civile nel processo, e alla conferma del diritto al risarcimento anche in appello», conclude Sannino. Una sentenza che non solo punisce, ma ribadisce il valore della solidarietà e della protezione istituzionale contro la violenza e l’odio.