Castellammare. Offese in aula, bufera su Ungaro
Il clima politico stabiese si fa rovente. Quello che doveva essere un normale confronto tra i banchi del Consiglio comunale si è trasformato in uno scontro frontale che travalica i confini della dialettica d’aula, secondo la minoranza. Al centro della bufera finisce il consigliere comunale di Azione, Vincenzo Ungaro, attuale vicepresidente dell’assise ed ex Presidente sotto l’amministrazione Cimmino, accusato dalla minoranza di aver utilizzato espressioni «indegne» e «scurrili» nei confronti degli avversari politici.
Lo scontro
Tutto ha inizio tra i banchi della maggioranza. Secondo la ricostruzione dei consiglieri di opposizione, la coalizione a sostegno del sindaco Vicinanza avrebbe mostrato le prime, evidenti crepe: l’assenza di alcuni esponenti della maggioranza ha infatti portato al mancato raggiungimento del numero legale durante la prima chiamata del consiglio comunale della settimana scorsa.
Lo scontro
Un “dettaglio tecnico” che per la minoranza rappresenta un fallimento politico chiaro. Di fronte alla decisione dell’opposizione di abbandonare l’aula, sarebbe arrivata la reazione di Ungaro, che avrebbe definito «bovina» l’uscita dei colleghi.
Le accuse
In una nota congiunta, i consiglieri di minoranza non usano mezzi termini per condannare l’accaduto: «Non è solo un episodio spiacevole, è la fotografia di un nervosismo che sta degenerando in arroganza istituzionale. Definire ‘bovina’ l’uscita della minoranza è il riflesso di una frustrazione mal gestita da parte di chi non riesce più a garantire la tenuta della propria coalizione».
L’affondo
L’opposizione punta il dito soprattutto sul ruolo ricoperto da Ungaro. In quanto vicepresidente del consiglio comunale, il consigliere dovrebbe rappresentare una figura di equilibrio. Invece, si legge nella nota, si è scivolati in una «dialettica da piazza» che offende non solo i rappresentanti eletti, ma l’intera cittadinanza. Per la minoranza, l’aggressività verbale mostrata in aula non sarebbe un segno di forza, bensì il segnale di una maggioranza in difficoltà che prova a coprire le proprie lacune alzando la voce.
La richiesta
«Noi non siamo mai scesi sul piano dell’insulto, nemmeno quando avremmo potuto parlare di atteggiamenti gregari di un “megacarrozzone” politico che ha messo in ginocchio la città», incalzano i consiglieri, rivendicando una cultura politica basata sul rispetto. L’opposizione ritiene il chiarimento non più rinviabile e chiede «scuse ufficiali e pubbliche da parte di Vincenzo Ungaro». Resta ora da capire se arriverà la replica del vicepresidente del consiglio comunale o se la maggioranza cercherà di gettare acqua sul fuoco per ricucire lo strappo.

