Caccia all’oro, una banda terrorizza le gioiellerie di Castellammare
Tentano di sfondare la saracinesca di una gioielleria con una fiamma ossidrica, scoperti si sono dati alla fuga. E’ quello…
Non un tragico incidente domestico, come inizialmente dichiarato, ma una brutale aggressione al culmine di una lite per questioni ereditarie. Con l’accusa di tentato omicidio, i Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia hanno arrestato Luca Cesarino, 41 anni, ritenuto responsabile del ferimento del fratello avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 febbraio scorsi. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina, è stata eseguita questa mattina. L’indagato è stato trasferito presso la casa circondariale di Poggioreale.
La smentita della “caduta accidentale”
La vicenda ha inizio due mesi fa, quando la vittima giunge in condizioni disperate al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo. Il fratello, che lo accompagna, parla di una caduta accidentale in casa. Tuttavia, nonostante le critiche condizioni cliniche, è la stessa vittima a trovare la forza di sussurrare la verità ai medici: «Non sono caduto, mi ha aggredito mio fratello». Da lì è scattato l’allarme ai militari dell’Arma. La vittima, che presenta un gravissimo trauma cranico, è stata sottoposta a molteplici interventi chirurgici salvavita ed è tuttora ricoverata in ospedale.
Caccia all’oro, una banda terrorizza le gioiellerie di Castellammare
Tentano di sfondare la saracinesca di una gioielleria con una fiamma ossidrica, scoperti si sono dati alla fuga. E’ quello…
L’arma del delitto
Le indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata e supportate da intercettazioni ambientali, messaggi e referti medici, hanno ricostruito una dinamica agghiacciante. L’aggressione sarebbe avvenuta con una sedia metallica, utilizzata per colpire ripetutamente la vittima alla testa. Durante la perquisizione effettuata oggi nell’abitazione dell’indagato, gli inquirenti hanno rinvenuto la sedia, che sarà ora oggetto di rilievi tecnici.
Il movente: liti sulla casa dei genitori
Alla base del gesto ci sarebbe un rapporto estremamente conflittuale legato a rivendicazioni economiche. Al centro delle liti, l’appartamento dei genitori defunti dove la vittima risiedeva. Le indagini hanno inoltre portato alla luce un inquietante precedente. A dicembre 2025 si verificò una prima aggressione fisica ai danni della vittima, che era stata costretta a ricorrere a cure mediche.
Castellammare. Tesoretto del Comune per le assunzioni
Un Comune più moderno, più giovane e, soprattutto, con i conti in regola. La macchina amministrativa di Castellammare di Stabia…
Le minacce
In quell’occasione, l’uomo aveva confidato ai parenti di temere seriamente per la propria incolumità, valutando l’ipotesi di una denuncia. Una querela che non è mai stata sporta proprio a causa dell’ulteriore e quasi fatale violenza subita a febbraio. «Un quadro di violenza reiterata nato da futili motivi economici, culminato in un’aggressione che solo per miracolo non si è trasformata in omicidio». Le indagini proseguono ora per cristallizzare gli elementi di prova raccolti, mentre la comunità stabiese resta in attesa di notizie sulle condizioni di salute dell’uomo aggredito.