Dalla tazzina alla pelle: la caffeina entra nel protocollo cosmetico
La caffeina nel protocollo sanitario. Oggi la molecola presente nel caffè esce dalla tazzina per entrare nei laboratori di ricerca. La molecola ha guadagnato un posto stabile nell’INCI di creme, gel e sieri corporei. Non per un effetto moda, ma per un meccanismo d’azione fisiologico documentato.
La caffeina topica agisce come inibitore della fosfodiesterasi, l’enzima responsabile della degradazione dell’AMP ciclico nelle cellule adipose. Il risultato pratico è una stimolazione del processo lipolitico. I grassi depositati nel tessuto sottocutaneo vengono più facilmente mobilizzati. Con effetti osservabili sulla texture della pelle e sul volume delle aree trattate. A questo si aggiungono proprietà vasoattive. Favoriscono la microcircolazione locale e riducono il ristagno di liquidi che contribuisce all’aspetto cosiddetto “a buccia d’arancia” tipico della cellulite. Come confermato da Teresa Guarino, direttore tecnico della linea Liliana Paduano Cosmetics. «La caffeina è uno degli attivi cosmetici meglio documentati sul piano funzionale e la sua capacità di penetrare il derma e agire a livello cellulare è verificabile e misurabile. Quando viene inserita in una formulazione strutturata, in sinergia con altri attivi drenanti e rassodanti, non è un nome sul packaging: è una componente con un ruolo preciso nel protocollo di trattamento», ha detto.
È in questa logica che si colloca la linea Slim Active di Liliana Paduano Cosmetics, una proposta professionale progettata per trattamenti estetici corporei integrati. La gamma si articola su quattro referenze: gel lipolitico, crema liporiducente, siero lipolitico e bendaggio liporiducente. Sono costruite per essere utilizzate in sequenza o in combinazione all’interno di percorsi di rimodellamento, con attivi che includono estratti botanici noti per le proprietà drenanti e lipolitiche, integrati con ingredienti ad azione specifica sul microcircolo e sul metabolismo cellulare. «Napoli ha con il caffè un rapporto che va ben oltre il consumo. E’ un rito, un codice sociale, una piccola cerimonia ripetuta più volte al giorno. Dal punto di vista tecnico, tuttavia, la caffeina è anche un patrimonio enzimatico straordinario che la cosmetica moderna ha imparato a valorizzare in modo sempre più sofisticato. Questo non ci sembra un paradosso, ma una coerenza» aggiunge Guarino. Il segmento dei trattamenti professionali per il corpo mostra segnali di consolidamento anche in Italia.
Come conferma sempre Teresa Guarino anche la domanda di protocolli anticellulite e rimodellamento corporeo rappresenta una quota rilevante del fatturato dei centri estetici. C’è un crescente interesse da parte della clientela per soluzioni che integrino attivi scientificamente fondati

