Juve Stabia, dalla festa B al sogno Serie A. Due anni da grande
Dall’emozione di Benevento alla realtà di una Serie B vissuta da protagonista. Sono passati esattamente due anni quando la Juve Stabia allenata da Guido Pagliuca ridisegnò i confini della propria storia. Il capolavoro della promozione in Serie B che, ai nastri di partenza, sembrava un’utopia.
Oggi, nella primavera del 2026, le “Vespe” non sono più la sorpresa del campionato di Serie B, ma una solida realtà del calcio.
La festa a Benevento
Tutto ebbe inizio in una calda serata al “Vigorito”. Lo 0-0 contro il Benevento bastò per far esplodere Castellammare. Una squadra costruita per una salvezza tranquilla si ritrovò in cima al Girone C con tre giornate d’anticipo. Era la Juve Stabia dei record, della difesa impermeabile (solo 20 gol subiti) e di un gruppo che aveva fatto del lavoro maniacale il proprio marchio di fabbrica.
Il merito fu di un progetto tecnico visionario, capace di trasformare giovani talenti e scommesse in un meccanismo perfetto. Il Romeo Menti divenne un fortino inespugnabile. Un catino dove l’entusiasmo dei tifosi spingeva i calciatori oltre ogni limite. E la squadra fu capace di mettere sotto avversari che ai nastri di partenza del campionato venivano indicati come corazzate.
La gestione Langella
Il salto di categoria non ha spaventato la società di via Cosenza. Negli ultimi due anni, la Juve Stabia ha saputo evolversi, passando dalla fase di “adattamento” a quella di “competizione”. Il primo anno di Serie B è stato straordinario. Sotto la guida del presidente Andrea Langella, dell’amministratore Filippo Polcino, del direttore sportivo Matteo Lovisa e di mister Guido Pagliuca, le Vespe hanno chiuso al quinto posto con 55 punti. Hanno raggiunto una storica semifinale playoff contro la Cremonese. È stato l’anno della consacrazione di Andrea Adorante, diventato un punto di riferimento per l’attacco gialloblù. E, appena lunedì scorso, suo castigatore con la maglia del Venezia.
Il presente si chiama Abate
Oggi, sotto la nuova guida tecnica di Ignazio Abate, la Juve Stabia continua a volare. Attualmente al settimo posto con 45 punti dopo 33 giornate, la squadra è pienamente inserita nella griglia playoff.
Il “modello Juve Stabia” si basa su pochi ma solidi pilastri. Il passaggio dai principi di Pagliuca alla freschezza di Abate ha dato continuità a un gioco propositivo. Il Menti resta il cuore pulsante, un fattore che – quando funziona – sposta gli equilibri.
Ecco, partendo da quest’ultima considerazione, va ricordato che sabato contro il Cesena, al Romeo Menti, si giocherà un vero e proprio spareggio per conquistare i play off per la Serie A. Un obiettivo che solo a nominarlo fa venire i brividi ai tifosi stabiesi. Eppure, proprio gli spareggi dello scorso anno, che hanno visto uscire sconfitte da Castellammare due corazzate come Palermo e Cremonese, dimostrano che quando il Menti si riempie e “fa il Menti” tutto può diventare possibile.

