Pagani si accende con “In Lumine”: i volti della Madonna delle Galline diventano una mostra a cielo aperto
A Pagani dal 10 al 14 aprile si terrà la mostra “In Lumine – I volti della Festa” dedicata alla Madonna delle Galline.
Si tratta di una mostra diffusa che non si chiude tra le pareti di un museo, ma invade le strade, i vicoli e i cortili del centro storico, portando l’essenza della tradizione direttamente nei luoghi dove essa batte più forte.
Un omaggio alla memoria e all’identità
Il progetto, curato dalla fotografa campana Barbara Di Maio, nasce con l’intento di raccontare l’anima della festa attraverso la luce che disegna i lineamenti dei suoi protagonisti.
L’iniziativa, sostenuta dall’amministrazione del sindaco Lello De Prisco e dall’assessorato alla cultura di Valentina Oliva, riveste quest’anno un significato particolare, infatti, l’intera mostra è dedicata alla memoria di Gaetano Del Mauro, l’amato fotografo paganese scomparso lo scorso anno.
18 tappe tra devozione e arte
Il percorso espositivo si snoda attraverso 18 installazioni collocate nei punti più iconici della città, tra cui gli storici “toselli”. Curata con il supporto di Gerardo Ferraioli, presidente dell’associazione Ambress Ampress, la mostra è una vera e propria ricerca antropologica ed etnologica.
Le foto di Barbara Di Maio ritraggono i musicisti, custodi dei ritmi ancestrali; i devoti, con i loro sguardi carichi di spiritualità; infine, le famiglie e i custodi dei riti, che tramandano la tradizione di generazione in generazione.
“In Lumine non è solo una mostra, ma uno strumento di ricerca sociale capace di restituire il senso della festa come esperienza condivisa e radicata nel territorio.”
Un museo a cielo aperto
L’obiettivo dell’amministrazione è duplice, celebrare il patrimonio immateriale della devozione popolare e valorizzare quello materiale del centro storico. Le immagini resteranno esposte tra le strade cittadine fino al 19 aprile, offrendo a turisti e cittadini un’esperienza immersiva che lega passato e presente. Al termine di questo periodo, le opere verranno ricollocate in un altro spazio comunale per continuare a testimoniare l’identità paganese.
In questi giorni di festa, Pagani non sarà solo il teatro di un rito secolare, ma un luogo dove ogni volto diventa testimonianza e ogni strada si fa racconto. Un invito a camminare tra le storie di una comunità che, attraverso la luce degli sguardi, continua a rinnovare il suo legame indissolubile con la “sua” Madonna.

