Piano di Sorrento: brutale pestaggio per un debito di 80 euro, arrestato ventenne
L'INCHIESTA
9 aprile 2026
L'INCHIESTA

Piano di Sorrento: brutale pestaggio per un debito di 80 euro, arrestato ventenne

Un giovane di Vico Equense vittima delle violenze
Andrea Ripa

Pestaggio per un debito di pochi euro, nei guai un giovane di Piano di Sorrento. Violenza brutale, minacce e un debito irrisorio trasformato in un’aggressione feroce. È questo il quadro emerso dall’indagine che ha portato all’arresto di un 20enne, ora ai domiciliari con braccialetto elettronico.

I carabinieri di Sorrento hanno eseguito l’ordinanza su disposizione del GIP del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura, contestando al giovane un ventaglio di reati pesanti: spaccio di stupefacenti, tentata estorsione, rapina, lesioni personali e utilizzo di banconote false. A rendere il quadro ancora più grave, il coinvolgimento di un minorenne — il fratello — per il quale si procede separatamente.

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L’inchiesta. L’episodio chiave risale alla notte del 9 febbraio 2025, quando un giovane di Vico Equense è stato vittima di un violento pestaggio. Alla base dell’aggressione, un debito di appena 80 euro legato all’acquisto di hashish. Una cifra modesta, ma sufficiente a scatenare una spedizione punitiva.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due aggressori avrebbero affiancato la vittima in sella a un ciclomotore, intimandole di pagare. Poi, la violenza: calci e pugni mentre il ragazzo tentava di difendersi rannicchiandosi a terra. Il bilancio è stato di lesioni giudicate guaribili in sette giorni.

Non solo. In un precedente episodio, la vittima sarebbe stata costretta a smerciare due banconote false da 50 euro, con la promessa di dividere il ricavato: un ulteriore elemento che aggrava la posizione degli indagati.

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Le indagini. Determinanti per l’identificazione del responsabile sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza. I filmati hanno permesso di ricostruire l’aggressione e la fuga. Il giovane era scappato in sella a uno scooter intestato a un familiare.

Un’indagine che mette in luce una spirale di illegalità e violenza, dove anche somme minime possono trasformarsi in pretesto per atti estremi. E dove a pagare il prezzo più alto è, ancora una volta, la vittima.