Sarno onora Giovanni Amendola a 100 anni dalla morte con un museo alla sua memoria
Un legame indissolubile quello tra la città di Sarno e la famiglia Amendola, che oggi si è rinnovato nel segno della memoria collettiva e dell’impegno civile.
In occasione del centenario della morte di Giovanni Amendola, una delle figure più nobili e coraggiose dell’antifascismo liberale italiano, la comunità sarnese ha reso omaggio al suo illustre concittadino con una giornata densa di significato e di annunci storici.
Il ritorno alle radici e la donazione dei cimeli
Camicia Giovanni Amendola
La mattinata di ieri ha vissuto il suo momento più toccante nell’aula consiliare di Palazzo San Francesco, i nipoti dello statista, Giovanni e Antonella Amendola, hanno consegnato al Sindaco Francesco Squillante un reperto di straordinario valore storico e simbolico, la camicia indossata da Giovanni Amendola dopo le dimissioni dall’ospedale di Pistoia, a seguito della brutale aggressione squadrista subita a Montecatini Terme nel luglio del 1925.
Insieme alla camicia, sono state donate fotografie inedite e cimeli che costituiranno il primo nucleo di quello che diventerà il Museo Nazionale dedicato a Giovanni Amendola a Sarno. Un progetto che mira a trasformare la città nel polo principale per la custodia e la divulgazione del pensiero amendoliano.
Un’eredità di libertà e democrazia
Il Sindaco Squillante, nel suo discorso, ha sottolineato l’attualità del messaggio di Amendola «in un tempo in cui il rischio è spesso quello di ridurre la politica a scontro o a interesse, la figura di Giovanni Amendola ci richiama all’essenziale: alla dignità delle istituzioni e al valore irrinunciabile della libertà. Il suo ricordo non appartiene a una parte, ma all’intera comunità nazionale».
Giovanni Amendola, nipote e Presidente del Comitato Nazionale per il centenario, ha ricordato come Sarno fosse la città più amata dal nonno, annunciando inoltre l’intenzione della famiglia di donare al Comune anche la mostra nazionale itinerante sulla sua figura.
La cronaca della giornata
Le celebrazioni sono iniziate in Piazza IV Novembre con la deposizione di una corona di fiori presso la lapide commemorativa, accompagnata dai momenti musicali curati dagli Istituti Comprensivi del territorio.
Successivamente, il dibattito si è spostato sul piano storico e culturale con la presentazione del volume “L’uomo che sfidò Mussolini – Giovanni Amendola antifascista liberale” del giornalista e saggista Antonio Carioti.
All’incontro, moderato da Antonella Amendola, hanno preso parte studiosi di rilievo come i professori Alfonso Conte ed Eugenio Capozzi, oltre agli interventi istituzionali dell’Assessore Giuliana Morosini e del Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Sodano.
Un impegno per il futuro
La giornata si è conclusa con l’esposizione della mostra curata dal prof. Salvatore D’Angelo e un gesto simbolico per il passaggio di testimone alle nuove generazioni con la donazione, da parte della neo-laureata Luisa Cecere, della sua tesi di laurea dedicata proprio alla figura dello statista.
Sarno si conferma così custode di un’eredità che non è solo locale, ma pilastro della coscienza democratica italiana, dando ufficialmente il via alle attività del Comitato Nazionale che vedranno nel mese di maggio una tappa fondamentale alla Camera dei Deputati.

