Torre del Greco, il Comune dei like «pezzotti»: la casta ossessionata dai social
LA DERIVA DIGITALE
9 aprile 2026
LA DERIVA DIGITALE

Torre del Greco, il Comune dei like «pezzotti»: la casta ossessionata dai social

Non solo selfie: l’ultima mania dei politici è la visibilità (sponsorizzata) su Facebook. Il (falso) primato di Maida: 10.500 cuoricini a Pasqua. Niente trucchi per il sindaco
Alberto Dortucci

Torre del Greco. Una nuova «emergenza» mantiene i politici di Torre del Greco con lo sguardo fisso su smartphone e pc. No, non si tratta di strade dissestate, cumuli di rifiuti o traffico in tilt. E neanche dell’incubo di «tagli» agli amati gettoni di presenza. L’ultima frontiera degli amministratori della quarta città della Campania è decisamente digitale: la corsa al «like-facile». Una vera e propria «moda» capace di contagiare diversi pezzi da Novanta della casta di palazzo Baronale, dove pare essersi diffusa una convinzione tanto semplice quanto fuorviante: più cuoricini su Facebook, più consenso reale.

Miracolo (social) a Pasqua

L’ultimo episodio riguarda Domenico Maida, fedelissimo del sindaco Luigi Mennella, eletto nel 2023 con circa 800 voti. In vista delle festività pasquali, il figlio d’arte ha pubblicato sulla propria pagina Fb un post di auguri con l’immagine di Gesù Cristo in croce. Risultato? Circa 10.600 interazioni e quasi 500 commenti. Numeri da influencer navigato – roba da fare invidia a qualche neofita collega – più che da consigliere comunale. Per rendere l’idea: un bottino di like pari a circa un terzo degli elettori della città. Roba che, se convertita in voti, garantirebbe un posto al ballottaggio in un’eventuale corsa a sindaco. Peccato che – scorrendo la lista dei (presunti) fan – il «popolo» di Domenico Maida appaia più internazionale che locale: profili dal Nord Italia, utenti (fake) sparsi per il mondo e persino qualche like da Caracas (in Venezuela) e Nazareth, location più adatta al Natale che alla Pasqua. Insomma, più che una base elettorale una sorta di gita virtuale tra continenti.

Il segreto del «pezzotto»

Il trucco – neanche segreto – è quello della sponsorizzazione a pagamento. Una pratica perfettamente legale – un deciso passo in avanti rispetto allo scandalo dei voti comprati del passato – ma capace di trasformare un post su Fb in una sorta specchietto per allodole social. E non è neanche la prima volta: il fedelissimo del sindaco – politico di lungo corso con diversi incarichi comunali alle spalle, sia con il centrodestra sia con il centrosinistra – sembra particolarmente sensibile al «fascino» dei numeri social. Un investimento che, tra un gettone di presenza e una campagna sponsorizzata, punta dritto a gonfiare la «percezione» del consenso.

Una mania bipartisan

D’altronde il «vizietto» è comune a diversi esponenti di maggioranza, alcuni anche con prestigiosi ruoli istituzionali. E anche tra i banchi dell’opposizione, il like «pezzotto» non dispiace affatto. Certo con meno «maestria» (e esagerazioni) rispetto al capogruppo di Cuore Torrese, ma la tentazione della visibilità a pagamento è diffusa. Insomma, tra un post sponsorizzato e l’altro, la politica locale sembra essersi trasformata in una gara a chi appare più popolare.

Il paradosso del sindaco

In questo scenario,  strappa un sorriso il confronto con il sindaco Luigi Mennella. La pagina ufficiale del primo cittadino registra numeri molto più modesti, ma decisamente più veri e reali. Il post pasquale del primo cittadino? Meno di 300 like. In pratica, un terzo scarso rispetto al suo fedelissimo. L’ennesimo caso digitale in cui la realtà perde nettamente contro l’illusione costruita a colpi di carta di credito.

Like ≠ voti

E così, mentre i politici rincorrono le sponsorizzate per apparire più importanti e più amati, le emergenze – quelle vere che si toccano con mano –  della città rischiano di restare sullo sfondo. Perché se governare è difficile, sembrare popolari è diventato perfino troppo facile.

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