Poliziotto morto in un incidente a Torre del Greco: la vittima è Aniello Scarpati
Torre del Greco. Tragedia nella notte lungo viale Europa, a Torre del Greco, dove un terribile incidente stradale ha provocato…
Il sacrificio di Aniello Scarpati non è stato dimenticato: alla sua memoria è stata conferita la Medaglia d’oro al Merito Civile, riconoscimento che ne celebra il coraggio, il senso del dovere e l’estremo impegno profuso fino all’ultimo istante di servizio.
LA STORIA
È il 1° novembre 2025. Una giornata come tante si trasforma in tragedia a Torre del Greco. Il vicesovrintendente della Polizia di Stato, Aniello Scarpati, è in servizio di controllo del territorio insieme al collega, l’agente scelto Ciro Cozzolino. Stanno svolgendo il loro lavoro, quello che ogni giorno li mette al servizio dei cittadini, quando accade l’imprevedibile.
Un’auto, lanciata ad altissima velocità, invade la corsia opposta. L’impatto è violentissimo. La volante viene travolta e scaraventata fuori strada, finendo in un terrapieno. Per Scarpati non c’è nulla da fare: muore sul colpo. Cozzolino, invece, resta gravemente ferito, portando sul proprio corpo le conseguenze di quella tragedia.
A rendere tutto ancora più drammatico è il comportamento del conducente dell’altro veicolo: fugge senza prestare soccorso. Verrà poi arrestato con accuse pesantissime: omicidio stradale, omissione di soccorso e guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Ma la storia di Aniello Scarpati non si ferma a quel giorno. Vive nel ricordo, nel dolore dei suoi cari e nel rispetto di un’intera comunità. Vive, soprattutto, nel riconoscimento ufficiale dello Stato.
Poliziotto morto in un incidente a Torre del Greco: la vittima è Aniello Scarpati
Torre del Greco. Tragedia nella notte lungo viale Europa, a Torre del Greco, dove un terribile incidente stradale ha provocato…
Oggi, a Roma, in piazza del Popolo, durante le celebrazioni per il 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, il suo nome risuona forte. Al figlio, Daniel Scarpati, e al collega Cozzolino viene consegnata la Medaglia d’oro al Merito Civile dal presidente del Senato, Ignazio La Russa.
La motivazione è semplice e potentissima:“Esempio di straordinaria abnegazione e altissimo senso del dovere, spinte sino all’estremo sacrificio”.
Parole che non sono solo una formula, ma il ritratto di un uomo che ha fatto della divisa una missione. Scarpati rappresenta tutti quei servitori dello Stato che, ogni giorno, scelgono di proteggere gli altri senza sapere se torneranno a casa.
Nella stessa cerimonia, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il capo della Polizia Vittorio Pisani hanno conferito numerose onorificenze ad altri uomini e donne distintisi per coraggio e dedizione. Storie diverse, unite dallo stesso filo: il senso del dovere.
Eppure, tra tutte, quella di Aniello Scarpati colpisce in modo particolare. Perché racconta la normalità del servizio che si trasforma in sacrificio estremo. Racconta di una vita spezzata mentre stava semplicemente facendo il proprio lavoro.
Il suo nome resta inciso non solo su una medaglia, ma nella memoria collettiva.
Perché ci sono storie che non devono essere dimenticate.
E uomini che, anche dopo la morte, continuano a rappresentare lo Stato.