Sorrento nella bufera, inchiesta su appalti truccati e corruzione. Ci sono 21 indagati. Un sistema radicato di presunte irregolarità negli appalti pubblici scuote il Comune di Sorrento. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha acceso i riflettori su una rete di affidamenti sospetti, concorsi pilotati e rapporti illeciti tra funzionari pubblici e imprenditori, che avrebbe operato tra il 2021 e il 2025. Sono complessivamente 21 gli indagati, tra dirigenti comunali, funzionari, professionisti e imprenditori. Per 15 di loro è stato notificato un invito a comparire per l’interrogatorio preventivo, passaggio che precede l’eventuale applicazione di misure cautelari. Le accuse sono pesanti: corruzione, turbativa d’asta e turbata libertà di scelta del contraente.
La procura della repubblica di Torre Annunziata ha chiesto l’applicazione di una misura cautelare per Giuseppe Razzano, Raffaele Guarino, Raffaele Nitti, Alessandro Di Domenico, Antonio Gnassi Donato Sarno, Luigi Desiderio, Filippo Di Martino, Gennaro Esposito, Carlo Perego, Mariagrazia Caiazzo, Giovanni Coppola, Marco De Martino, Vincenzo Sorrentino, Luigi De Gregorio. Gli indagati tra il 16 e il 17 di aprile dovranno presentarsi di fronte al gip Maria Concetta Criscuolo per l’interrogatorio preventivo. Dopo questo step il giudice deciderà se applicare o meno la richiesta di misura cautelare della procura di Torre Annunziata. I 15 soggetti (tra loro figurano imprenditori e dirigenti comunali) sono coinvolti per l’accusa nella rete del «Sistema Sorrento». Il nuovo filone d’inchiesta è scaturito dalle confessioni dell’ex sindaco Massimo Coppola.
L’inchiesta rappresenta un ulteriore sviluppo di indagini già avviate nei mesi scorsi e che avevano portato, nel maggio 2025, all’arresto in flagranza dell’allora sindaco Massimo Coppola, oltre a precedenti misure cautelari per altri 16 soggetti.Secondo gli investigatori della Guardia di Finanza, coordinati dalla Procura, sarebbe emerso un sistema clientelare consolidato, finalizzato a pilotare appalti e incarichi pubblici a favore di imprese “amiche”.
Tra le procedure finite sotto la lente degli inquirenti figurano progetti di promozione turistica, servizi comunali, interventi infrastrutturali e perfino un concorso pubblico.Nel dettaglio, le contestazioni riguardano numerosi affidamenti: dalla promozione del brand territoriale ai lavori allo stadio Italia, dalla gestione del teatro Tasso fino alla realizzazione di eventi e campagne di marketing.
Episodi che, secondo l’accusa, sarebbero stati condizionati da accordi illeciti tra pubblico e privato. La Procura ha chiesto misure cautelari differenziate: custodia in carcere per 4 indagati e arresti domiciliari per altri 17. Nel frattempo sono scattate perquisizioni domiciliari e presso alcune società coinvolte.
Durante una di queste operazioni, i finanzieri hanno sequestrato 115 mila euro in contanti, ritenuti potenzialmente collegati alle attività illecite. Gli interrogatori sono fissati per il 16 e 17 aprile 2026. Solo dopo questa fase il giudice per le indagini preliminari deciderà sull’eventuale applicazione delle misure richieste dalla Procura. L’indagine getta nuove ombre sulla gestione amministrativa della città costiera.
Aprendo scenari destinati ad avere pesanti ripercussioni sul piano politico e istituzionale. Al centro dell’inchiesta della Procura di Torre Annunziata emerge una fitta rete di affidamenti pubblici ritenuti sospetti. Coinvolte diverse società e professionisti destinatari – secondo l’accusa – di appalti pilotati o condizionati da accordi illeciti. Tra le procedure finite sotto la lente degli inquirenti figurano innanzitutto le attività di promozione del brand Sorrento, affidate alla ditta individuale Comunicando.
Un incarico che, secondo gli investigatori, sarebbe stato assegnato in violazione delle regole di trasparenza e concorrenza. Sotto esame anche il progetto relativo ai servizi demografici del Comune, affidato alla società Civico srl, e la fornitura e installazione delle cosiddette “panchine smart”, commissionata alla Hap Digital srl. Entrambi gli interventi rientrerebbero in un quadro più ampio di presunti accordi corruttivi.
Particolare attenzione è stata riservata ai lavori di adeguamento tecnologico del Teatro Tasso, affidati al Consorzio Stabile Valore Assoluto, e alla gestione dello stesso teatro, successivamente assegnata alla Ufficio K srl. Nel settore della comunicazione e degli eventi spiccano gli affidamenti alla Kidea srl, destinataria sia di una campagna di marketing territoriale sia del progetto “Sorrento Asia Europa Italia”. Anche in questi casi, la Procura ipotizza irregolarità nelle procedure di assegnazione.
Non meno rilevanti gli interventi infrastrutturali, tra cui l’adeguamento e la riqualificazione dello stadio Italia, considerato uno degli appalti più significativi sotto il profilo economico, e la riconversione di un edificio in asilo nido in località Priora, affidata al Unyon Consorzio Stabile. Nel mirino degli investigatori anche il settore degli eventi pubblici, con le manifestazioni “Torna a Surriento” e “M’illumino d’inverno”, entrambe affidate alla società Fenice. Infine un concorso pubblico per un posto di istruttore amministrativo, che sarebbe stato oggetto di presunte interferenze illecite. Completano il quadro le perquisizioni effettuate presso alcune società, tra cui Ufficio K srl, TPS SpA e PM System srl, nell’ambito delle quali è stata rinvenuta e sequestrata una somma in contanti pari a 115mila euro. Secondo la Procura, tutti questi episodi non rappresenterebbero fatti isolati. Sarebbero tasselli di un sistema articolato e consolidato. Finalizzato a indirizzare appalti e incarichi pubblici verso soggetti predeterminati. Così si alteravano le regole della concorrenza e della trasparenza amministrativa.

