la Juve Stabia di Abate si prende la scena e tre punti pesantissimi nello scontro diretto playoff contro il Cesena. Una vittoria che vale il +4 sui romagnoli e permette di mettere nel mirino il Modena, frutto di una metamorfosi tattica e agonistica avvenuta tra il primo e il secondo tempo.L’inizio è una partita a scacchi. Abate sceglie la prudenza: fuori Diakitè, dentro Varnier al centro della difesa. A centrocampo, la novità è Mannini che agisce in mediana con Mosti e Correia. Carissoni viene riportato stabilmente sulla fascia destra. Davanti, il peso dell’attacco è sulle spalle di Okoro, supportato da Dos Santos. La prima frazione, però, vive di ritmi spezzettati e troppa tensione. Il Cesena palleggia bene, guidato dalle geometrie di un centrocampo ordinato, mentre le Vespe sembrano giocare col freno a mano tirato. L’unica scintilla arriva dai piedi di Cacciamani, l’unico capace di inventare superiorità numerica sulle corsie esterne. Al 12’, un colpo di testa di Varnier su corner di Mannini scalda i guanti di Klinsmann. Ma è il Cesena ad andare più vicino al vantaggio: al 34’, serve un super Confente per dire di no a una botta ravvicinata di Ciofi.
La scossa di Abate e l’uno-due micidiale
Negli spogliatoi la musica cambia. Abate capisce che serve più fisicità e profondità: triplo cambio immediato con l’ingresso di Diakitè, Torrasi e Gabrielloni al posto di Bellich, Dos Santos e Mannini. La mossa è vincente. Al 5’ della ripresa, sugli sviluppi di un’azione insistita, la palla arriva a Varnier che scarica in rete una conclusione potente, facendo esplodere il “Menti”.Il Cesena prova a reagire in contropiede con Cerri che lancia Shpendi, ma la difesa di casa regge e Confente blocca sicuro. È il preludio al raddoppio. Il protagonista è ancora una volta lui: Carissoni. L’ex Cittadella, ormai trasformato in un attaccante aggiunto, si avventa su un pallone spiovente, finta il rientro mandando al bar il difensore e fulmina Klinsmann sul primo palo. È il sesto centro in campionato per l’esterno, che riceve l’ovazione di uno stadio in estasi.
Gestione e festa finale
L’ultimo quarto d’ora è pura gestione. Entra anche Pierobon per un esausto Correia e la Juve Stabia addormenta il match. C’è spazio solo per un brivido quando Confente, in uscita alta, travolge Cerri, ma l’intervento è pulito sul pallone. La direttrice di gara, la signora Ferrieri Caputi (ottima la sua prova, sempre vicina all’azione), lascia proseguire.Dopo cinque minuti di recupero, il triplice fischio sancisce la vittoria della maturità. La Juve Stabia non solo vince, ma dimostra di saper soffrire e colpire con cinismo, consolidando la propria posizione nobile in classifica e confermando che, con questo spirito, nessun traguardo è precluso.

