Un sistema che, secondo gli inquirenti, non si limitava a pilotare appalti ma arrivava fino al cuore dei concorsi pubblici, alterando prove e risultati. È lo scenario delineato dalla maxi inchiesta della Procura di Torre Annunziata che vede 15 indagati convocati per interrogatorio. Un’indagine che ruota attorno alla figura del sindaco di Sorrento Massimo Coppola e a una rete di intermediari.
L’intermediario. Accanto a lui, infatti, non ci sarebbe stato solo il fiduciario Raffaele Guida, ma anche un ulteriore snodo operativo. Un uomo indicato negli atti come intermediario tra i candidati ai concorsi e il primo cittadino. Un ruolo di cerniera che, secondo l’accusa, avrebbe garantito il passaggio di denaro e informazioni riservate. Il meccanismo contestato emerge con chiarezza nei concorsi pubblici finiti sotto indagine.
Il sistema. Nel caso del concorso per istruttore amministrativo, gli investigatori descrivono un passaggio secondo cui «la somma di euro 15.000 in contanti» sarebbe stata consegnata «nelle mani di Massimo Coppola», da parte di un’altra persona (ora indagata) che a sua volta l’aveva ricevuta da terzi. In cambio, il candidato avrebbe beneficiato del vantaggio di «farsi consegnare, prima dell’estrazione delle relative buste […] le domande, con relative risposte».
I concorsi sotto inchiesta. Un copione che si sarebbe ripetuto anche per il concorso a due posti di istruttore tecnico, dove si parla ancora di «15.000 in contanti» e di prove anticipate. E per quello a quattro posti di agente di polizia locale. Con una cifra che sale a «20.000 euro in contanti». In tutti i casi, la dinamica sarebbe identica. Accesso anticipato ai quesiti e vittoria finale. Le carte sottolineano come tale condotta «consentiva […] di ottenere il punteggio più elevato […] e, così facendo, di vincere il concorso».
La catena di trasmissione delle informazioni. Decisivo, secondo l’impianto accusatorio, il ruolo della catena di trasmissione delle informazioni. «Documentazione riservata che veniva materialmente consegnata» ad un intermediario per l’ulteriore consegna al candidato. Un passaggio che rende evidente, per gli investigatori, l’esistenza di un sistema strutturato: non un episodio isolato, ma una rete organizzata in cui intermediari e pubblici ufficiali avrebbero operato in sinergia.
Gli interrogatori. Un sistema che ora sarà al centro degli interrogatori fissati dal gip. E che potrebbe aprire nuovi scenari su uno dei filoni più delicati dell’inchiesta. Gli accertamenti, infatti, mirano a chiarire anche la portata complessiva del presunto meccanismo che avrebbe influenzato le procedure pubbliche.
L’indagine. Non è escluso che ulteriori riscontri possano emergere proprio dalle audizioni degli indagati, chiamati a rispondere su singoli episodi. Ma anche sulla tenuta complessiva di quello che gli investigatori definiscono, nelle carte, un «sistema stabile». Un passaggio cruciale per comprendere se si sia trattato di episodi circoscritti o di una prassi consolidata nel tempo.

