Un “Sistema Sorrento” che si muove nell’ombra, ramificato e – secondo gli inquirenti – capace di incidere su settori chiave della macchina comunale. Sorrento torna a tremare sotto il peso di una nuova fase dell’inchiesta sugli appalti pubblici: 21 indagati, con accuse che spaziano dalla corruzione alla turbativa d’asta, fino alla turbata libertà di scelta del contraente.
Le indagini. La procura della Repubblica di Torre Annunziata (procuratore capo Nunzio Fragliasso), in cooperazione con la guardia di finanza, ha acceso i riflettori su un presunto meccanismo consolidato, attivo tra il 2021 e il 2025, che avrebbe coinvolto dirigenti, funzionari e imprenditori. Secondo l’accusa, un sistema costruito per indirizzare appalti e incarichi verso soggetti predeterminati, aggirando le regole della concorrenza.
Gli interrogatori. Sono 15 gli indagati chiamati agli interrogatori preventivi fissati il 16 e 17 aprile, passaggio decisivo prima della scelta del giudice sulle misure cautelari: carcere per 4 persone e domiciliari per altre 17. Intanto proseguono le perquisizioni, nel corso delle quali sono stati sequestrati anche 115mila euro in contanti.
Gli affidamenti. Il cuore dell’inchiesta è rappresentato da una lunga serie di affidamenti ritenuti sospetti. Tra questi l’incarico per la promozione del brand cittadino, considerato strategico per l’immagine turistica, e il progetto relativo ai servizi demografici del Comune. Sotto osservazione anche la fornitura e installazione delle cosiddette “panchine smart”, intervento simbolo dell’innovazione urbana. Un capitolo è invece legato al Teatro Tasso: da un lato i lavori di adeguamento tecnologico, dall’altro la gestione della struttura. Due procedure distinte ma che, secondo gli investigatori, potrebbero rientrare in una gestione non trasparente degli affidamenti.
Eventi e marketing. Nel settore della comunicazione e degli eventi emergono inoltre incarichi legati a campagne di marketing territoriale e a progetti di promozione internazionale. Anche in questo caso, la Procura ipotizza irregolarità nelle modalità di assegnazione. Non meno significativi gli interventi infrastrutturali. Tra questi la riqualificazione dello stadio Italia e la riconversione di un edificio in asilo nido nella zona di Priora. Il sistema, secondo l’accusa, avrebbe coinvolto anche il comparto degli eventi pubblici. Con manifestazioni di richiamo affidate e finite sotto osservazione per presunte anomalie procedurali.
Il concorso. Nel mirino degli investigatori è finito persino un concorso pubblico per un posto di istruttore amministrativo, che sarebbe stato oggetto di interferenze illecite. Gli inquirenti sospettano che l’ex sindaco Coppola abbia ricevuto somme di denaro – tramite un intermediario – da parte di candidati a cui sarebbero arrivate – secondo l’accusa – le domande in anticipo (con relative risposte) per la prova scritta. Lo stesso intermediario avrebbe provveduto a consegnare le domande e risposte al candidato, agevolando così la prova.
L’arresto nel 2025. Questa nuova fase dell’inchiesta si inserisce in una crisi che dura da quasi un anno. Era il 20 maggio 2025 quando l’allora sindaco Massimo Coppola venne arrestato in flagranza. L’episodio dopo una cena durante la quale – secondo l’accusa – avrebbe ricevuto una tangente legata al servizio di refezione scolastica. Da quel momento il quadro si è progressivamente ampliato. Coinvolgendo funzionari, politici e imprenditori. E delineando un sistema ritenuto dagli inquirenti non episodico ma strutturato.
Il commissariamento. Le conseguenze politiche sono state immediate: le dimissioni della maggioranza dei consiglieri hanno portato al commissariamento del Comune, oggi guidato da un commissario straordinario, al lavoro per riportare legalità e trasparenza nella macchina amministrativa. Intanto le elezioni della primavera 2026 sono fortemente a rischio.
La commissione d’accesso. A complicare ulteriormente la situazione, infatti, è arrivata anche una commissione d’accesso incaricata di verificare possibili infiltrazioni nella gestione dell’ente. Con l’ipotesi di uno scioglimento che potrebbe passare al vaglio del Consiglio dei Ministri prima del voto. Sorrento resta così sospesa tra sviluppi giudiziari e incertezza amministrativa. A quasi un anno dall’arresto del suo ex sindaco, la città non è ancora uscita dalla tempesta. E ogni nuovo passaggio dell’inchiesta sembra confermare che quella bufera è tutt’altro che conclusa.

