Sistema Sorrento, l’ex sindaco Coppola ammette tangenti per 215mila euro
LA MAXI-INCHIESTA
13 aprile 2026
LA MAXI-INCHIESTA
Sistema Sorrento, l’ex sindaco Coppola ammette tangenti per 215mila euro
Le ammissioni dell’ex sindaco al centro del nuovo sviluppo delle indagini.
Marco Cirillo

Le banconote contate nel bagno di un ristorante, le intercettazioni, poi le ammissioni. È da qui che riparte l’inchiesta sul cosiddetto Sistema Sorrento, con un’ulteriore svolta. L’ex sindaco Massimo Coppola a settembre 2025 ha dichiarato agli inquirenti di aver intascato tangenti per 215mila euro. La conferma arriva da un interrogatorio desecretato risalente allo scorso settembre.

L’arresto. La prima svolta dell’inchiesta risale a maggio 2025, quando Coppola venne arrestato dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata (procuratore capo Nunzio Fragliasso). In particolare, l’ex primo cittadino – oggi difeso dagli avvocati Bruno Larosa e Gianni Pane – fu sorpreso insieme ad un suo collaboratore, Francesco Di Maio, in un ristorante con un imprenditore. Da quest’ultimo i due avrebbero riscosso una tangente.

Il sensitivo. Nei verbali, Coppola avrebbe spiegato di aver ricevuto alcune somme di denaro attraverso Raffaele Guida, soprannominato “Lello il sensitivo”. Quest’ultimo sarebbe stato indicato come intermediario e figura di collegamento con gli imprenditori interessati agli appalti. Un ruolo chiave, secondo gli inquirenti, nella gestione dei rapporti e nella circolazione delle mazzette.

Gli indagati. Il gip di Torre Annunziata, Maria Concetta Criscuolo, ha intanto disposto interrogatori preventivi per 15 indagati, passaggio che segna una nuova accelerazione nell’indagine condotta dal sostituto procuratore Giuliano Schioppi.

Il sistema. Il quadro che emerge è quello di un sistema strutturato, in cui appalti e concorsi sarebbero stati condizionati attraverso una rete di rapporti, intermediazioni e scambi illeciti. Le ammissioni dell’ex sindaco rappresentano ora uno degli elementi più rilevanti su cui si fonda l’impianto accusatorio.