«Un’opera costosa e lontana dai cittadini»: bufera sulla nuova piazza di Santa Maria la Carità
POLITICA
13 aprile 2026
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«Un’opera costosa e lontana dai cittadini»: bufera sulla nuova piazza di Santa Maria la Carità
I consiglieri di opposizione attaccano il progetto da 6 milioni: meno parcheggi, ritardi e dubbi sulla gestione. “Così si penalizzano residenti e attività”.
Marco Cirillo

A Santa Maria la Carità si accende il dibattito attorno alla nuova piazza comunale con parcheggio, un’opera che, invece di rappresentare un valore aggiunto per il territorio, rischia – secondo i consiglieri di Qui e Ora – di trasformarsi in un intervento costoso, poco funzionale e lontano dalle reali esigenze della comunità.

Le criticità

Non si tratta semplicemente di una nuova piazza sopra il livello della strada, ma di un progetto più ampio che comprende un parcheggio interrato ma, di fatto, a livello strada, insieme agli interventi collegati alla cittadella scolastica, tra cui il nuovo edificio Arancio e i lavori presso la scuola media Borrelli, già segnata da criticità, aule chiuse e disagi per oltre due anni, con ulteriori fondi comunali necessari per ripristinare lavori incompleti.

I costi

Si tratta di un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro, di cui oltre 1,2 milioni provenienti direttamente dalle casse comunali, quindi dalle tasche dei cittadini, mentre la restante parte è stata finanziata con fondi pubblici nazionali. Il nodo centrale della contestazione riguarda l’effettiva utilità dell’intervento, ma anche le modalità con cui è stato realizzato.

L’appalto, aggiudicato nel 2016, ha visto l’approvazione dei progetti esecutivi solo nel 2021, senza mai un cronoprogramma chiaro di ultimazione dei lavori né un progetto definitivo realmente condiviso. A ciò si aggiungono annunci ritenuti poco credibili: dalle aperture anticipate in campagna elettorale nel 2024 fino alle ipotesi di inaugurazione mai concretamente definite.

Il nome della piazza

Non ultimo, l’annuncio del 21 marzo, coincidente con l’inizio della primavera, senza che sia mai stato chiarito di quale anno si trattasse. Si è poi passati al cosiddetto “toto nome”, senza ancora un criterio chiaro per la scelta della denominazione. I consiglieri di Qui e Ora, in commissione toponomastica, hanno proposto di selezionare tre proposte rappresentative e di procedere a una scelta pubblica tramite estrazione.

Non mancano critiche anche sulla qualità delle opere realizzate: un’accozzaglia di materiali per la pavimentazione e rivestimenti ritenuti, dal punto di vista architettonico, superati e non uniformi. “Non servivano tre piazze adiacenti con tre nomi: creano solo ulteriore confusione – sottolineano i consiglieri di Qui e Ora – servivano parcheggi e aree a verde!”.

Prima dei lavori, l’area garantiva oltre 160 posti auto, fondamentali per residenti, famiglie, attività commerciali e associazioni. Con il nuovo progetto, invece, il parcheggio potrà contare su circa 50 posti, con una perdita netta di oltre 100 stalli.

Una riduzione significativa che rischia di incidere sulla vivibilità del centro cittadino: meno parcheggi significa più traffico, maggiori difficoltà per i cittadini e un impatto negativo su bar, negozi ed esercizi commerciali. Prima il parcheggio aveva una duplice funzione, essendo utilizzato anche per eventi e iniziative delle associazioni del territorio. Oggi queste attività risultano spostate nella zona industriale, lontano dal cuore del paese e dalle attività commerciali.

Le dichiarazioni

“Si è tolto un punto di aggregazione centrale – evidenziano i consiglieri di Qui e Ora – senza offrire una vera alternativa”. Il sindaco ha più volte annunciato che la piazza diventerà un centro culturale all’aperto, ma restano dubbi sulla reale capienza dell’area, visti come sono stati distribuiti sopra di essa gli spazi, e sull’esistenza di un piano di sicurezza adeguato.

A rendere ancora più complesso il quadro è la gestione delle opere pubbliche: cantieri senza tempi certi, interventi che si sovrappongono e una viabilità ancora priva di un piano organico. Il piano traffico, più volte annunciato, risulta ancora in fase di studio. In questo contesto si inserisce anche la polemica legata alla Domenica delle Palme.

L’evento è stato organizzato nella nuova piazza dall’amministrazione, nonostante l’area risultasse ancora formalmente un cantiere, come indicato nella delibera di Giunta del 27 marzo 2026. A ciò si aggiunge la situazione di piazzale Giovanni Paolo II, storicamente sede della benedizione delle palme, oggi chiuso per un cantiere che, a distanza di settimane, non risulta ancora concretamente partito.

In alternativa, si potevano utilizzare piazza Borrelli e il sagrato, come avviene normalmente durante le processioni e, non ultimo, la via crucis. “Ci chiediamo come e dove vengano rispettate le regole – attaccano i consiglieri di Qui e Ora – se l’unico elemento costante sembra essere l’approssimazione”.

Il dibattito resta aperto, ma una cosa appare ormai chiara: la nuova piazza rischia di diventare il punto di partenza di una riflessione più ampia sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sulle reali priorità del territorio.

“Continueremo a vigilare e a proporre soluzioni alternative – concludono i consiglieri di Qui e Ora – anche se, alla luce delle scelte compiute, diventa sempre più difficile immaginare una Santa Maria la Carità vivibile, con un centro decongestionato e spazi verdi adeguati. Oggi, purtroppo, aumentano cemento ed edifici, a discapito del futuro dei nostri figli”.