Simona Capone, la fidanzata di Santo Romano: «Quando muore un ragazzo è un problema di tutti»
CORDOGLIO
14 aprile 2026
CORDOGLIO
Simona Capone, la fidanzata di Santo Romano: «Quando muore un ragazzo è un problema di tutti»
Dopo i funerali di Fabio Ascione, Simona lancia un appello alla comunità: «Non basta sperare, bisogna agire e rompere il silenzio».
Rita Inflorato

Dopo i funerali di Fabio Ascione, a prendere la parola è Simona Capone. È la fidanzata di Santo Romano, ucciso nel 2024 per futili motivi. La sua voce è ferma, ma carica di emozione.

Le parole di Simona Capone

«Ogni volta che dobbiamo mettere la faccia di un ragazzo innocente su una maglietta bianca è una perdita per tutti».

Un’immagine forte che racconta una realtà che si ripete troppo spesso. Volti giovani trasformati in simboli. Famiglie distrutte. Comunità ferite.

Poi l’appello si allarga. Non riguarda solo chi ha perso un figlio. Riguarda tutti.

«La chiesa era gremita. Però sono le strade che devono essere piene. Si devono fermare tutti. Quando muore un ragazzo non è un problema soltanto della famiglia. È un problema di tutti quanti noi».

Non basta il cordoglio. Non basta partecipare ai funerali. Serve presenza vera e responsabilità quotidiana.

Il messaggio è chiaro. Non si può più restare immobili o aspettare il prossimo caso.

«Non bisogna più sperare che non accada più. Bisogna agire, educare e rieducare questi ragazzi. Perché sembra che abbiano smarrito qualsiasi valore».

Parole che chiamano in causa tutti: famiglie, scuole e istituzioni. Un richiamo forte a ricostruire punti di riferimento. A rimettere al centro i valori.

Capone punta anche contro il silenzio. Quello che spesso segue queste tragedie.

L’accusa

«Sono stati omertosi fino alla fine. Hanno mentito. Non hanno detto tutta la verità».

Un’accusa dura che racconta un clima difficile da spezzare. Infine, resta l’amarezza, ma anche la rabbia. Per una vita spezzata troppo presto, per  un destino che non dovrebbe esistere.

«Fortunatamente i funerali si sono celebrati in chiesa. È anche brutto dover dire fortunatamente perché stiamo parlando di un’anima innocente spezzata a soli vent’anni. È una vergogna. Io non ci sto”.

Parole che chiudono, ma che non vogliono essere una fine. Piuttosto, un invito a reagire. Tutti. Nessuno escluso.