Nomisma: in dieci anni scomparsi oltre 86mila negozi di vicinato
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14 aprile 2026
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Nomisma: in dieci anni scomparsi oltre 86mila negozi di vicinato

Il Centro-Nord e le grandi città (Roma, Bari) perdono attività commerciali. Al Sud, Napoli e province come Trapani crescono in netta controtendenza.
Ilaria Di Paola

L’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale di Nomisma ha diffuso dati che lasciano di stucco, analizzando la profonda trasformazione del commercio in Italia tra il 2015 e il 2025.

Il dato più eclatante è la netta divergenza tra il numero di attività e quello dei lavoratori. In dieci anni sono spariti oltre 86.000 negozi di vicinato; se si considera il picco del 2018, la perdita sale addirittura a 106.000 unità. Tuttavia, nonostante le chiusure, gli addetti nel settore sono aumentati del 21,2%. Questo fenomeno indica un cambiamento strutturale: i piccoli negozi a gestione familiare cedono il passo a realtà più grandi e organizzate che, pur essendo numericamente inferiori, impiegano più personale.

La crisi non colpisce tutti i settori allo stesso modo. Mentre l’abbigliamento e i beni tradizionali sono in forte sofferenza, tre comparti tengono grazie a fattori esterni. La ristorazione regge grazie al turismo, il settore della salute si è rafforzato post-pandemia e il settore edilizio è trainato dai vari bonus edilizi degli ultimi anni.

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L’analisi geografica rivela un’Italia spaccata: mentre il Settentrione arranca, il Sud mostra una notevole capacità di tenuta. Il calo medio nazionale delle unità locali è del -6,7%, ma con forti differenze territoriali. Il Centro-Nord è l’area più colpita, con picchi negativi ad Ancona (-21,3%), Pesaro-Urbino e Mantova. Anche le grandi città soffrono: Bari (-14,8%) e Roma (-9,7%) perdono un numero significativo di negozi.

Al contrario, il Mezzogiorno mostra una sorprendente capacità di resistenza. Province come Trapani (+7,8%) e Crotone (+7,0%) registrano addirittura un aumento delle attività. Tra le città metropolitane, spicca Napoli (+4,6%), l’unica grande realtà in netta controtendenza positiva.