Sorrento, l’appello a fermare il voto: «Niente liste per le Comunali»
LA PROPOSTA
14 aprile 2026
LA PROPOSTA
Sorrento, l’appello a fermare il voto: «Niente liste per le Comunali»
Morelli chiede di bloccare le candidature. Anche in vista delle valutazioni sul possibile scioglimento del Comune.
Marco Cirillo

Un’ombra lunga si allunga sulle prossime elezioni amministrative di Sorrento, mettendo in discussione non solo il calendario elettorale ma la stessa legittimità del voto. A sollevare il caso è Bruno Morelli, che lancia un appello a fermare tutto. Almeno finché non sarà fatta piena chiarezza.

L’appello. «La nostra Costituzione impone il rispetto del principio dell’effettività del suffragio», scrive Morelli, sottolineando come «l’elettorato attivo deve essere garantito nella sua piena efficacia», affinché il voto sia davvero libero e autentico. Un principio che, secondo lui, oggi non sarebbe rispettato. «Attualmente, queste condizioni non sono verificabili a Sorrento».

L’ispezione degli 007. Il nodo è politico e istituzionale insieme. Sul tavolo del Ministero dell’Interno, infatti, pesa la relazione del Prefetto di Napoli che propone il commissariamento del Comune ai sensi dell’articolo 143 del TUEL. «Una situazione inaccettabile che incombe sulle prossime elezioni fissate per la fine di maggio», denuncia Morelli.

Le elezioni. Da qui la richiesta forte: «Ho lanciato un appello pubblico ai candidati sindaci, ai partiti politici, alle liste civiche e ai movimenti […] invitandoli a non presentare le candidature entro la scadenza del 23 aprile».

L’ex consigliere. Un’iniziativa che trae spunto anche da Ivan Gargiulo, ex consigliere del PD, che con le sue denunce ha contribuito a scoperchiare il cosiddetto “Sistema Sorrento”. La maxi inchiesta sugli appalti pilotati al Comune che ha portato all’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppol. Mentre le indagini in corso hanno coinvolto e coinvolgono anche funzionari comunali, imprenditori e intermediari.

La richiesta di giustizia. Ma nelle parole di Morelli c’è anche una dimensione personale e civile. Parente di una delle vittime della tragedia del primo maggio 2007, richiama un’esigenza di giustizia più ampia.  Con l’obiettivo di «ottenere un rinvio che consenta di acquisire […] la decisione del Consiglio dei Ministri e di conoscere i risultati del lavoro d’indagine». Condizioni definite «essenziali e irrinunciabili per garantire effettività al suffragio e restituire dignità alla nostra comunità».

Lo scenario. Parole che pesano come macigni e che aprono uno scenario delicato: votare subito, o fermarsi per salvaguardare la trasparenza? A Sorrento, la risposta potrebbe cambiare tutto. Anche in attesa della decisione del Consiglio dei Ministri.

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