La lotta al racket e all’usura segna un picco di interventi in Campania, che si conferma la regione più colpita, ma anche quella dove la risposta dello Stato è più massiccia. A tracciare il bilancio è stata Maria Grazia Nicolò, Commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative Antiracket e Antiusura, intervenuta oggi a Brindisi a margine dell’Osservatorio provinciale sull’usura.
I numeri del Viminale: Napoli in cima alla lista
Secondo i dati esposti dal Commissario, il 2025 ha visto un impegno finanziario imponente: sono stati deliberati importi superiori ai 15 milioni di euro destinati alle vittime che hanno trovato il coraggio di denunciare.”La provincia di Napoli è quella dove le istanze di accesso al fondo di solidarietà sono state in consistente aumento”, ha dichiarato Nicolò. La geografia dell’emergenza ricalca le zone a più alta densità criminale, con Campania, Puglia, Calabria e Sicilia in prima linea. È tuttavia la Campania a detenere il primato per numero di risorse ottenute, segno di un fenomeno capillare ma anche di una macchina burocratica di sostegno che, pur tra mille difficoltà, riesce a processare le richieste di aiuto.
L’analisi delle associazioni: “Oltre la punta dell’iceberg”
I dati governativi trovano riscontro e approfondimento nelle analisi delle associazioni antiracket campane (come la FAI e SOS Impresa), che da tempo monitorano il territorio. Se i 15 milioni di euro rappresentano la risposta istituzionale, i numeri delle associazioni evidenziano una realtà complessa: Napoli e hinterland: Le associazioni segnalano che l’aumento delle istanze è legato non solo alla pressione dei clan, ma anche a una maggiore fiducia nelle “reti di legalità”. Tuttavia, resta alto il numero di chi non denuncia per timore di ritorsioni o per la lentezza degli iter burocratici. Usura bancaria e criminale: Nel 2025, le associazioni hanno rilevato un incremento delle segnalazioni di operazioni sospette (+4.960 unità solo in Campania secondo i dati UIF), confermando che il mercato del credito illegale è più vivo che mai.
Il peso delle denunce: In Campania, si stima che il giro d’affari della criminalità legato a estorsioni e “strozzinaggio” superi i due miliardi di euro all’anno. A fronte di migliaia di imprese colpite, le denunce restano ancora una frazione minoritaria rispetto all’estensione reale del fenomeno.
Lo Stato c’è, ma serve continuità
Il Commissario Nicolò ha sottolineato come l’erogazione dei fondi sia uno strumento fondamentale per impedire il fallimento delle imprese taglieggiate e il loro passaggio nelle mani della criminalità organizzata. “L’isolamento di un tempo è superato dalla presenza sempre più attiva delle associazioni sui territori”, ha ribadito il Prefetto, esortando gli imprenditori a non cedere al ricatto e a utilizzare gli sportelli di ascolto per avviare le pratiche di accesso ai mutui e alle elargizioni a fondo perduto. L’appello che arriva dalle Prefetture e dal mondo dell’associazionismo è univoco: la denuncia non è solo un atto civile, ma l’unico modo per accedere a quei 15 milioni di euro che possono fare la differenza tra la chiusura di un’attività e la sua rinascita nella legalità.

