Non un episodio isolato, ma il segnale di un’attenzione che si alza e cambia passo su minori e droga. A Pompei, nel giro di poche ore, gli agenti del commissariato, guidati dal vicequestore Antonio Concas, mettono a segno due interventi distinti che raccontano però la stessa realtà: quella di un territorio sotto osservazione, tra disagio giovanile e spaccio diffuso.
Il primo intervento. Il primo scenario si apre con un controllo su strada. A finire nei guai è un minorenne, controllato dagli agenti mentre era alla guida di una minicar senza patentino. Ma è la perquisizione a far emergere un quadro più preoccupante: il giovane aveva con sé un tirapugni e un coltello.
Il disagio giovanile. Un possesso che, alla luce delle recenti norme introdotte dal cosiddetto decreto sicurezza, assume un peso ancora più rilevante sul piano penale. L’episodio si inserisce in un contesto più ampio. Dove l’attenzione delle forze dell’ordine si concentra sempre di più sui comportamenti a rischio tra i giovanissimi. Un fenomeno che, negli ultimi mesi, ha mostrato segnali di crescita in diverse aree della provincia di Napoli.
Il sequestro. Il giorno successivo, lo scenario cambia ma la linea operativa resta la stessa. Scattano perquisizioni mirate contro lo spaccio di sostanze stupefacenti. Il bilancio è il sequestro di circa 70 grammi di hashish, rinvenuti senza che al momento sia stato possibile Rafforzare il presidio del territorio e intercettare dinamiche che, tra microcriminalità e illegalità diffusa, continuano a evolversi. Le indagini proseguono per chiarire responsabilità e ricostruire eventuali collegamenti.

