Omicidio Faucitano a Scafati, svolta in Cassazione: processo da rifare per Adini
IL DELITTO
15 aprile 2026
IL DELITTO
Omicidio Faucitano a Scafati, svolta in Cassazione: processo da rifare per Adini
Confermato l'ergastolo per Carmine Alfano, detto "Bim, Bum, Bam"
Mario Memoli

Colpo di scena in Cassazione sull’omicidio di Armando Faucitano, detto “Dino”, avvenuto undici anni fa in piazzetta Genova a Scafati. Annullato l’ergastolo per Marcello Adini, difeso dall’avvocato Antonio Boffa, condannato in Appello a Salerno al fine pena mai dopo l’assoluzione in primo grado. Per lui è stato disposto un nuovo giudizio davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Napoli.

Omicidio Faucitano a Scafati, svolta in Cassazione: processo da rifare per Adini

Omicidio Faucitano a Scafati: in aula il pentito inchioda i complici del killer

Scafati. Altre tre tappe per scrivere la parola fine sul processo in Assise Appello per il delitto Faucitano, avvenuto a…

Ergastolo confermato, invece, per Carmine Alfano, detto “Bim Bum Bam”, assistito dagli avvocati Francesco Matrone e Giuseppe Della Monica. Nonostante la caduta dell’aggravante mafiosa, per Alfano resta invariata la pena. Così come stabilito dai giudici di secondo grado a Salerno esattamente un anno fa. Per il terzo imputato, Pasquale Rizzo, alias “’o tedesco”, resta definitiva l’assoluzione pronunciata nei primi due gradi di giudizio.

La Procura generale, d’intesa con la Direzione distrettuale antimafia, ha infatti deciso di non presentare ricorso. Il bilancio della decisione della Suprema Corte, adottata ieri pomeriggio, è quindi di una condanna definitiva e un rinvio a nuovo processo per due degli imputati accusati, secondo la Dda, di omicidio in concorso. Armando Faucitano fu ucciso pochi giorni prima di Pasqua di undici anni fa.

Secondo l’impostazione accusatoria dell’Antimafia salernitana, tutti gli imputati erano coinvolti nell’efferato delitto. Inizialmente contestato come omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. In primo grado, tuttavia, solo Alfano — ritenuto vicino al clan di Boscoreale Aquino-Annunziata — era stato condannato all’ergastolo, mentre Adini e Rizzo erano stati assolti “per non aver commesso il fatto”. Diversa la decisione in Appello, dove Adini era stato ritenuto complice materiale del delitto e condannato al carcere a vita.

Omicidio Faucitano a Scafati, svolta in Cassazione: processo da rifare per Adini

Omicidio Faucitano a Scafati, via al processo-bis: un altro pentito contro Alfano & company

IL PROCESSO Omicidio Faucitano a Scafati, via al processo-bis: un altro pentito contro Alfano & company

Secondo la ricostruzione della Dda, ciascun imputato avrebbe avuto un ruolo preciso. Faucitano sarebbe stato attirato in piazza Falcone e Borsellino, luogo dell’agguato, da Rizzo con la scusa di trascorrere del tempo insieme. Sarebbe stato poi lo stesso Rizzo a informare Alfano della presenza della vittima. Riferendo anche presunte confidenze circa alcune “spiate” ai carabinieri. Adini e Alfano, sempre secondo l’accusa, si sarebbero quindi presentati sul posto su uno scooter — procurato da un soggetto ignaro — e avrebbero ucciso Faucitano.

Il movente dell’omicidio sarebbe riconducibile a contrasti legati a una partita di droga non pagata. Un litigio avvenuto in un bar di Scafati e il mancato saldo del debito avrebbero spinto Alfano a ordinare l’uccisione della vittima. Per l’Antimafia, il delitto presentava una chiara “veste mafiosa”. Sia per le modalità esecutive sia per il clima di omertà registrato tra i testimoni.

Tuttavia, con la decisione della Cassazione, l’aggravante mafiosa è venuta meno. Resta dunque definitiva la posizione di Alfano, mentre per Adini si apre ora un nuovo scenario processuale. Per Rizzo, invece, viene definitivamente confermata l’estraneità ai fatti, già riconosciuta nei precedenti gradi di giudizio.