Torre Annunziata, la storia di Maurizio Cerrato diventa teatro: memoria e legalità
Lo spettacolo
20 aprile 2026
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Torre Annunziata, la storia di Maurizio Cerrato diventa teatro: memoria e legalità

Un momento dello spettacolo “Storia di un uomo perbene” andato in scena al teatro Nexus, dedicato a Maurizio Cerrato e al suo ricordo
Metropolis

Al teatro Nexus di Torre Annunziata la memoria di Maurizio Cerrato è tornata a vivere in scena, diventando un racconto capace di parlare ai più giovani di legalità e giustizia. Ieri, domenica 19 aprile, a cinque anni dal suo omicidio, il pubblico ha assistito a “Storia di un uomo perbene”. Lo spettacolo è dedicato al 61enne ucciso dopo una lite per un posto d’auto.

Un’opera che sceglie il teatro per custodire il ricordo e rilanciare un messaggio forte, rivolto all’intera comunità. Pur ispirandosi a fatti reali, la rappresentazione rielabora la vicenda con una narrazione romanzata. La storia ruota attorno alle vite di due famiglie e rende più intenso il coinvolgimento emotivo. In sala erano presenti rappresentanti delle istituzioni comunali e delle forze armate. C’era anche il legale che ha seguito la famiglia nel processo. Tutti uniti attorno al dolore di chi ha perso un marito e un padre, ma anche alla forza con cui quella perdita è diventata testimonianza civile.

Torre Annunziata e il ricordo di Maurizio Cerrato

«Vedere tante persone qui riunite, che vogliono assistere a questa storia, comprendere emotivamente quello che è successo e capire cosa si può fare per cambiare una situazione tanto tragica, è particolarmente emozionante», ha affermato la vedova Tania Sorrentino, oggi vicesindaco. La stessa ha sottolineato l’esito della serata. «È andata più che bene. Il risultato era quello che speravo, il messaggio che volevamo lanciare è arrivato forte e chiaro».

 

Il racconto, ha spiegato, non si limita alla ricostruzione dei fatti. Introduce anche una riflessione sulle responsabilità educative. «Una storia non ripetuta pedissequamente ma romanzata, anche lanciando il messaggio dell’altra parte, di un padre che porta sulla cattiva strada un figlio». Il coinvolgimento del pubblico è stato totale, per Tania Sorrentino. «Ho visto persone commosse, erano tutti molto presi dall’inizio alla fine».

 

Proprio per questo lo spettacolo potrebbe proseguire fuori dal teatro. «È qualcosa che posso portare all’interno delle scuole e delle strutture penitenziarie. Ciò che vedi ha una potenza maggiore rispetto a ciò che ascolti». Il progetto è già stato discusso con le dirigenti scolastiche. L’obiettivo è ampliarne la diffusione anche oltre Torre Annunziata.

 

Per la famiglia Cerrato è stato un momento carico di significato: «Per noi è stato un ulteriore far rivivere Maurizio». A colpire è stata anche la reazione dei giovani. «Ragazzi che sono venuti apposta per abbracciarmi e ringraziare. Sto ricevendo messaggi molto coinvolgenti da tutti». Un segnale concreto: il teatro può trasformare il dolore in memoria attiva e in impegno condiviso verso la legalità.