Bimbi cardiopatici, le famiglie accusano: “Caos nelle cure”
Bimbi cardiopatici, sale la tensione intorno alla gestione della cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Monaldi. Attraverso una dura lettera aperta indirizzata alla Direzione Generale, le madri dei piccoli pazienti denunciano quello che definiscono un “trasferimento sistematico” verso altre strutture, in particolare verso il Bambino Gesù di Roma, anche per patologie che potrebbero essere curate in sede.
“Una sconfitta inaccettabile”
Il clima tra i corridoi del nosocomio napoletano è di estrema sfiducia. Le famiglie descrivono una situazione paradossale per un centro che dovrebbe rappresentare l’eccellenza del Mezzogiorno.“Quanto sta accadendo rappresenta per noi una sconfitta inaccettabile”, dichiarano le mamme con profonda amarezza in una lettera aperta che hanno deciso di girare agli organi di stampa. “È difficile comprendere come si stia assistendo al trasferimento di bambini anche nei casi in cui le patologie potrebbero essere trattate adeguatamente presso il Monaldi”.A pesare sulla protesta sono anche i risvolti umani ed economici. Per molte famiglie, il viaggio verso la Capitale non è solo un trauma emotivo, ma un ostacolo insormontabile. Ma, ovviamente, non si tratta solo di un aspetto economico che pura ha una sua diretta conseguenza nella valutazione della situazione generale. “Questa situazione genera disorientamento e un senso di abbandono”, spiegano. “Spostarsi lontano dalla propria città rappresenta un peso enorme, umano oltre che materiale, per chi già vive difficoltà economiche importanti”.
I casi della discordia
Per avvalorare la denuncia, il comitato delle madri cita due episodi recenti che hanno sollevato forti dubbi sulla reale operatività del reparto.Il primo caso riguarda un bambino di origine marocchina, trasferito per un difetto interatriale, una condizione ritenuta “generalmente trattabile in sede”.Il secondo caso, avvenuto lo scorso 17 aprile, descrive un vero e proprio “viaggio della speranza” burocratico: un piccolo paziente spostato dal Santobono al Monaldi per un esame, riportato al Santobono e infine spedito a Roma.
Il nodo del Primario sospeso
Al centro della polemica c’è anche la recente decisione dei vertici ospedalieri di sospendere il responsabile del reparto, una scelta che le madri definiscono “affrettata”.“Appare grave la decisione di sospendere il primario prima del completamento delle indagini”, si legge nella nota. “Parliamo di una figura che rappresentava per noi l’unica garanzia di continuità e competenza. Una scelta che rischia di aver compromesso ulteriormente la stabilità del reparto”.Questa vicenda, già in passato aveva generato incomprensioni nei confronti della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo che è deceduto dopo il mancato trapianto di cuore e sul cui caso è stata aperta un’inchiesta da parte della procura di Napoli. Già in passato, durante l’organizzazione di un sit-in a sostegno del primario Oppido, il legale della famiglia Caliendo, più volte finito al centro di polemiche per un modo di fare molto diretto e poco incline ai compromessi, c’erano state polemiche feroci. I familiari, molti dei quali sono residenti in provincia di Napoli oltre che provenienti da tante altre zone, hanno sempre sostenuto di essere dalla parte della famiglia Caliendo per quanto riguarda la richiesta di giustizia, ma anche nella condizione di dover aver maggiore attenzione da parte degli organi di informazione.
Le richieste alla Direzione sanitaria
Le famiglie non chiedono solo solidarietà, ma risposte amministrative trasparenti. Nella lettera vengono sollecitati chiarimenti su tre punti fondamentali:Le motivazioni dei trasferimenti per i casi non complessi.Le garanzie sulla reale capacità operativa attuale del reparto.La ratio dietro la sospensione del primario prima della chiusura degli accertamenti.“Come possiamo continuare a riporre fiducia in una struttura che sembra rinunciare progressivamente al proprio ruolo?”, concludono le mamme. “Non si tratta solo di organizzazione sanitaria, ma della vita e della serenità dei nostri figli”.
Le richieste alla Regione Campania.
Le famiglie dei bimbi che sono ancora in cura nel reparto chiedono un intervento della Regione Campania che ha già aperto un’indagine interna per appurare con certezza, indipendentemente dall’inchiesta giudiziaria, tutto ciò che è accaduto rispetto alla vicenda del piccolo Domenico Caliendo. Una questione che è rimasta ancora aperta e sulla quale si dovrà pronunciare la magistratura. Ma nel frattempo,almeno secondo quello che viene fuori dalle indagini, il caos resta.

