“No” all’autonomia differenziata: i comitati lanciano l’allarme dopo il referendum
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21 aprile 2026
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“No” all’autonomia differenziata: i comitati lanciano l’allarme dopo il referendum

I comitati anti-autonomia lanciano l'allarme: nonostante le sconfitte referendarie, il governo accelera sulla "Legge Calderoli"
Ilaria Di Paola

Dopo la vittoria del “No” allo scorso referendum, si riaccendono i riflettori sull’autonomia differenziata. Il governo, nonostante le sconfitte su altri fronti, starebbe spingendo sulla cosiddetta “Legge Calderoli”. I comitati del No sono in allerta:

“Giovani e Mezzogiorno, con il loro voto, hanno sconfitto Giorgia Meloni. Con questo voto referendario si sono cancellate due deforme della Costituzione. Tuttavia, siamo allarmati.”

I comitati temono una reazione politica dopo che il centrodestra ha perso la battaglia sul premierato e sulla giustizia. Si starebbe compattando sull’unico obiettivo rimasto possibile: l’autonomia.

“C’è un’insidia che continua a minacciare il nostro Paese: l’autonomia differenziata. Il ministro leghista Calderoli – si legge – lavora in silenzio, ma con determinazione.”

La sentenza n. 192/2024 della Corte costituzionale non ha “frenato” la riforma Calderoli, dichiarandola parzialmente incostituzionale.  Il Ministro starebbe continuando a lavorare “sottotraccia”: il governo starebbe infatti procedendo con le pre-intese con quattro regioni del Nord (Veneto, Lombardia, Liguria e Piemonte) su materie che non richiedono la definizione dei LEP (Livelli Essenziali di Prestazione).

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Aggiungono i comitati: “La Costituzione è già stata toccata nel 2001 con la deforma del suo Titolo V. Ed è stata violata al punto da contraddire i suoi principi fondamentali. Meloni e Calderoli ora vogliono far passare in quel varco le autonomie differenziate e, con pre-intese e intese, realizzare le secessioni regionali, che aggraveranno disuguaglianze sociali e territoriali. Sta a noi tutti impedire la realizzazione di questo disegno di frammentazione dell’unità della Repubblica.”

I comitati esortano alla mobilitazione civica per bloccare l’iter legislativo in Senato e impedire che il Parlamento diventi un semplice “passacarte” delle decisioni del governo. È stata quindi indetta un’assemblea nazionale a Napoli per il 6 giugno, al fine di coordinare le forze (sindacati, partiti e associazioni) contro quella che definiscono la “deforma” del Titolo V della Costituzione.

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