Schiaffo al segretario comunale, condanna unanime a Pompei: «Gravità inaudita»
Un confronto acceso nei corridoi del Comune. Poi uno schiaffo in pieno volto perché il figlio non sarebbe stato ammesso agli orali del concorso pubblico. Succede a Pompei, dove il caso dell’aggressione al segretario comunale ad opera – secondo la denuncia – del consigliere comunale Massimo Malafronte (candidato anche alle prossime elezioni) irrompe nella campagna elettorale a poche settimane dal voto del 24 e 25 maggio. La condanna, nelle dichiarazioni ufficiali, è trasversale.
La sindaca. A intervenire è la sindaca Andreina Esposito, insieme al presidente del consiglio Giuseppe La Marca, alla giunta e alla maggioranza. «Ribadiamo il nostro impegno per una comunità fondata su rispetto, legalità e convivenza civile», si legge nella nota. In cui viene evidenziata la volontà di «condannare con fermezza ogni forma di violenza» e difendere i valori istituzionali.
L’opposizione. Di segno più politico l’intervento di Domenico Di Casola, leader dell’opposizione: «I nodi iniziano a venire al pettine. – afferma – A nome della minoranza, ho segnalato alle autorità le forti criticità sui concorsi. Spesso da solo mi sono assunto responsabilità importanti per l’affermazione di una politica sana e trasparente».
Alfano. Più cauta la posizione di Salvatore Alfano. Tra le cui fila tra l’altro il consigliere oggetto di denuncia sarebbe pronto a candidarsi. «L’episodio, se confermato, risulta estremamente grave e preoccupante. Esprimo una ferma condanna verso qualsiasi forma di violenza». E sottolinea: «Ritengo fondamentale attendere l’esito degli accertamenti prima di assumere eventuali decisioni».
D’Alessio. Dura la presa di posizione del candidato sindaco Claudio D’Alessio: «Quanto accaduto svela ai cittadini il clima che regna da diverso tempo nel palazzo comunale: un clima fatto di politica spicciola e di interessi di pochi, non degno di una città come Pompei». D’Alessio definisce la vicenda come «un’offesa alla dignità di tutti i cittadini, ai quali viene chiesto il voto proprio in questi giorni».
Tortora. Interviene anche il candidato sindaco Giuseppe Tortora: «Esprimo il mio più fermo e totale biasimo per il gravissimo episodio verificatosi al Comune ai danni del segretario generale. Si tratta di un fatto inaccettabile, che lede le istituzioni». E ribadisce: «La violenza non può e non deve trovare spazio nella vita pubblica. Prendo le distanze in maniera netta e inequivocabile da tali comportamenti».
Il Pd. In merito alla vicenda prende posizione anche il Pd. Attraverso il segretario metropolitano Francesco Dinacci e il segretario cittadino Alfonso Coccoli. Entrambi condannano «con assoluta fermezza qualsiasi forma di violenza, che non potrà mai trovare giustificazione». La nota dei dem prosegue: «Si tratta di un episodio grave, che contrasta in modo netto con i nostri valori, con la nostra idea di politica e con il rispetto dovuto alle istituzioni. La politica deve essere luogo di confronto civile, rispetto reciproco e tutela delle istituzioni: principi dai quali non intendiamo rinunciare».
I sindacati. Ad esprimere solidarietà al segretario comunale Vittorio Martino è anche FedirSegretari. «Ogni forma di violenza, intimidazione o pressione nei confronti dei segretari comunali e, più in generale, dei dirigenti pubblici, è del tutto inaccettabile e rappresenta un attacco diretto ai principi costituzionali di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione». La UilFp, in una nota a firma del segretario territoriale Mario Russo, condanna «il vile e deprecabile gesto». Nella lettera indirizzata al sindaco e ai dipendenti comunali, confida negli organi competenti per fare chiarezza sulla vicenda. E «per ripristinare un clima sereno e senza pregiudizi dell’azione amministrativa».
Lo scenario. Il caso ora attende gli sviluppi giudiziari. Mentre sul piano politico continua ad alimentare tensioni e contrapposizioni a ridosso del voto.

