Pompei, centro polisportivo di Fossavalle: via al rilancio col project financing
Un progetto che riemerge dal passato e prova a ridisegnare il futuro di un’area mai davvero compiuta. A Pompei, tra le pieghe di atti amministrativi e ambizioni urbanistiche, torna al centro della scena il destino del centro polisportivo di Fossavalle. Una vicenda che attraversa decenni. E che oggi trova un nuovo snodo nella scelta della giunta comunale.
Il piano della giunta. L’esecutivo guidato dal sindaco facente funzione Andreina Esposito approva all’unanimità la delibera che segna un passaggio formale ma significativo. L’oggetto è tecnico, ma la sostanza racconta una traiettoria chiara: «l’affidamento in gestione del centro polisportivo in località Fossavalle-Pompei, previo recupero e completamento dell’esistente».
Il project financing. Un’operazione costruita attraverso lo strumento del project financing, cioè con il coinvolgimento diretto di capitali privati. La storia dell’area affonda le radici negli anni Ottanta, quando furono realizzati i primi manufatti poi rimasti incompiuti. Da allora, più tentativi di rilancio, fino alla recente volontà dell’amministrazione di restituire alla città uno spazio sportivo e aggregativo.
Sport e comunità. L’obiettivo viene esplicitato nella relazione istruttoria: «offrire alla Città uno spazio per favorire l’avviamento allo sport della cittadinanza di entrambi i sessi e di ogni età», con l’ambizione di attrarre anche utenti dai comuni limitrofi. Il percorso amministrativo si sviluppa in tappe successive: dagli atti di indirizzo alla definizione della fattibilità, fino alla pubblicazione di un avviso per raccogliere proposte di finanza di progetto.
La proposta. Alla scadenza, un solo soggetto si fa avanti: la società Cethegus Scpa, che presenta un articolato pacchetto progettuale. Una proposta che, dopo richieste di chiarimenti e integrazioni, viene acquisita agli atti e valutata sotto il profilo dell’interesse pubblico. Uno degli elementi centrali dell’operazione riguarda la sostenibilità economica.
Il percorso intrapreso. Il modello scelto prevede infatti che l’intervento sia interamente finanziato dal soggetto privato: «l’opera sarà realizzata interamente mediante apporto di capitali privati (100%) in project financing». Una scelta che esclude, almeno in questa fase, impegni diretti di spesa per l’ente pubblico, come ribadito più volte nel provvedimento.
La delibera. La delibera approvata dalla giunta non chiude il percorso, ma ne segna l’avvio operativo. Tra i passaggi successivi, la verifica della progettazione e l’attivazione delle procedure necessarie all’affidamento. Nel dispositivo si legge infatti la volontà di «avviare tutte le attività consequenziali e complementari», affidate al dirigente competente.

