Comuni al voto in Campania, il campo largo sfida il centrodestra
Amministrative Comuni al voto, il campo largo sfida il centrodestra Elezioni in 90 città, a Salerno il ritorno di De Luca Il tour di Conte, M5S, da Napoli fino a Torre del Greco La Campania si prepara a una domenica e un lunedì di passione. Il 24 e 25 maggio 2026 le urne torneranno ad aprirsi per il rinnovo di decine di amministrazioni comunali, con un occhio già rivolto alle scadenze regionali. Se nel capoluogo si respira aria di attesa, è nella “cintura” vesuviana e in costiera che la battaglia politica si fa feroce, tra coalizioni che si sfaldano e sindaci pronti al passaggio di testimone. Il ritorno di De Luca. Sono state presentate 21 liste per le elezioni amministrative al Comune di Salerno. Ben otto i candidati sindaco che si contenderanno la fascia tricolore in una sfida che avrà un significato politico importante per la città. Dopo dieci anni, torna in campo Vincenzo De Luca, già presidente della giunta regionale e primo cittadino, che proverà a conquistare per la quinta volta la carica di sindaco. Sette le liste in campo a sostegno di De Luca che ha ripresentato lo storico schema civico e quindi senza simbolo dei dem. Il centrodestra, ricompattatosi in extremis, si affida a Gherardo Maria Marenghi, sostenuto dalle liste di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Corrono con tre liste Armando Zambrano e poi Franco Massimo Lanocita (sostenuto dal Movimento 5 Stelle), mentre schierano una lista a testa Alessandro Turchi (Salerno Migliore), Mimmo Ventura (Dimensione Bandecchi), Elisabetta Barone (Semplice Salerno) e Pio Antonio De Felice (Potere al Popolo). Sono invece tre i candidati a sindaco di Avellino, due dei quali hanno già indossato la fascia di primo cittadino e rappresentano due porzioni diverse del centrodestra contro il prescelto del Campo largo. Il penalista Nello Pizza nel 2018 fu sconfitto al ballottaggio dal pentastellato Vincenzo Ciampi. E’ il candidato del Campo largo (da poco ha lasciato la carica di segretario provinciale dei Dem). E in quella consultazione era sostenuto proprio da Laura Nargi e Gianluca Festa che ora lo sfideranno. Nargi, uno dei due sindaci della scorsa consiliatura, può contare sull’appoggio di due sue liste civiche e altrettante di Forza Italia e Fratelli d’Italia, che si presentano con simboli civici comunque riconducibili ai rispettivi partiti. Festa, l’altro ex primo cittadino, si avvarrà invece di quattro liste civiche nelle quali troveranno posto candidati della Lega e di Unione di Centro. Le scelte in provincia A Portici il campo largo deve fare i conti con le divisioni locali. Da una parte il Movimento 5 Stelle, i socialisti e le forze centriste di Azione e Italia Viva hanno già puntato su Fernando Farroni. Dall’altra, Claudio Teodonno è chiamato a raccogliere l’eredità di Enzo Cuomo, ex sindaco e oggi assessore regionale all’urbanistica. A pochi chilometri di distanza, Ercolano si trova di fronte a una svolta epocale. Con Ciro Buonajuto in Regione, la città degli Scavi cerca un erede che sappia gestire l’enorme flusso di fondi PNRR destinati al restyling urbano. A Pompei, c’è un’altra eredità complessa da gestire. quella dell’ex sindaco Carmine Lo Sapio deceduto a novembre scorso. A Sorrento la partita è, come sempre, una questione di equilibri tra le grandi famiglie civiche e le forze di centrodestra. Il tema centrale è l’over-tourism: chiunque siederà sulla poltrona di primo cittadino dovrà affrontare il nodo della viabilità e della convivenza tra residenti e flussi turistici ormai fuori controllo. Il voto di maggio non sarà solo una conta di voti locali: sarà il termometro definitivo per capire se le alleanze romane hanno cittadinanza all’ombra del Vesuvio o se, come spesso accade, il “partito del territorio” vincerà ancora una volta sulle bandiere nazionali. Il tour di Conte. “I nostri giovani soffrono. Per cercare un futuro con maggiori certezze sono costretti ad andare via. C’è povertà diffusa”. A parlare è Giuseppe Conte, che ieri è stato a Torre del Greco per partecipare all’inaugurazione della nuova sede cittadina del Movimento 5 Stelle. L’ex premier, dopo il taglio del nastro, è intervenuto all’esterno della struttura posta in via Mazzini: “Abbiamo bisogno di impegnarci sempre - ha sostenuto - La bacchetta magica non ce l’ha nessuno. Quella bacchetta che tirano fuori per dire che è ‘l’Italia dei record’, prendendo in giro innanzitutto voi e poi tutti noi. Quello che mi sorprende è quando addirittura nei palazzi si dice che “va tutto bene’. Se tu dici che va tutto bene, come puoi metterti nella condizione di ricercare la soluzione dei problemi?”. “Non ci voleva il voto referendario - ha proseguito il presidente M5s - per prendere contezza della realtà. Lo diciamo da tempo, da qualche anno a questa parte: crollano i salari reali, il tessuto produttivo si sta sfaldando sempre più. Oggi chi tiene una serranda aperta, chi apre un negozio, una fabbrica, uno studio professionale, oggi rischia sempre di più perché abbiamo la pressione fiscale più alta degli ultimi dieci anni” le parole dell’ex premier.

