Emanuele Filiberto carica il Savoia: «Riprendiamoci la C»
SERIE D
25 aprile 2026
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Emanuele Filiberto carica il Savoia: «Riprendiamoci la C»

Messaggio del principe alla vigilia della gara di Palermo: «Giochiamo per dare dignità a Torre Annunziata»
Domenico Biondino

A pochi giorni da una delle partite più delicate della stagione, il Savoia si prepara alla trasferta contro l’Athletic Palermo con il morale alto e una pressione crescente. La squadra di Torre Annunziata è in piena corsa per il vertice del campionato, a pari punti con la Nissa, e si gioca tutto nella penultima giornata. A suonare la carica è Emanuele Filiberto, che ha voluto parlare direttamente a squadra e tifosi con un messaggio che va oltre il campo.

Una sfida insidiosa

Il primo pensiero del presidente è rivolto all’avversario. L’Athletic Palermo rappresenta un ostacolo tutt’altro che semplice, soprattutto in una fase della stagione in cui ogni errore può risultare decisivo. “So che giochiamo contro un’ottima squadra”, è il messaggio chiaro, che però non lascia spazio a timori o esitazioni. Il Savoia arriva all’appuntamento consapevole del proprio valore, ma anche della necessità di alzare ulteriormente l’attenzione. In palio non ci sono solo tre punti, ma la possibilità concreta di restare agganciati alla vetta.

Un campionato ancora tutto da decidere

La classifica racconta una corsa serrata: Savoia e Nissa viaggiano appaiate al primo posto, rendendo ogni partita una finale anticipata. La penultima giornata diventa così uno snodo cruciale per le ambizioni stagionali del club campano. In questo contesto, la pressione si trasforma in energia. L’obiettivo è uno solo: arrivare fino in fondo per giocarsi il titolo negli ultimi novanta minuti disponibili, senza rimpianti. Orgoglio e riscatto per Torre Annunziata

Il messaggio di Emanuele Filiberto però va oltre la classifica. Al centro delle sue parole c’è Torre Annunziata, città che secondo il presidente merita riscatto e visibilità. “Si gioca per ridare dignità a una città troppo spesso dimenticata, ma che merita rispetto e orgoglio”, ha dichiarato. Il Savoia diventa così molto più di una squadra: un simbolo identitario, un punto di riferimento per un territorio che vuole tornare protagonista.

Il riferimento al 1924

Nel suo intervento non manca un richiamo alla memoria storica. Il riferimento è al 1924, anno in cui il Savoia conquistò il titolo di campione del Sud Italia, entrando nella storia del calcio italiano. Oggi, a distanza di oltre un secolo, l’idea è quella di riavvicinare quel sogno. “Si gioca per tornare nel calcio che conta”, è il concetto che chiude il discorso, insieme a un pensiero rivolto anche a chi non c’è più, ma continua idealmente a far parte di questa corsa. Il presente, dunque, si intreccia con la storia. E per il Savoia, le prossime partite non sono solo decisive: sono un’occasione per riscrivere il proprio destino. Oltre alle questioni tattiche e storiche, Emanuele Filiberto ha voluto sottolineare quanto il supporto della piazza sia vitale in questo sprint finale. La trasferta siciliana non sarà solo una prova di forza per gli undici in campo, ma un test di coesione per l’intera comunità oplontina. “Abbiamo bisogno del calore della nostra gente, di quel battito che da Torre Annunziata arriva fino al campo”, ha ribadito la presidenza.