Orrore nel Nolano: cuccioli maltrattati e cani lasciati morire
LA STORIA
26 aprile 2026
LA STORIA

Orrore nel Nolano: cuccioli maltrattati e cani lasciati morire

La scoperta di forze dell'ordine e Asl a San Vitaliano dopo una segnalazione anonima
Andrea Ripa

Orrore nel Nolano: cuccioli maltrattati e cani lasciati morire a San Vitaliano. Una scena che lascia senza parole, di quelle che raccontano un degrado silenzioso e crudele. Non un episodio isolato, ma l’ennesima dimostrazione di quanto possa essere spietata l’indifferenza umana verso gli animali.

È bastata una segnalazione anonima per far scattare i controlli. I Carabinieri della stazione locale, insieme ai veterinari dell’ASL Napoli 3 Sud, si sono recati in un terreno di Traversa Torre dell’Olmo. Quello che si sono trovati davanti è stato un quadro drammatico.

Sei cani detenuti in condizioni inaccettabili: sporco, abbandono, totale assenza di cure. Tra loro tre cuccioli, uno dei quali con una zampa amputata e una ferita ancora infetta, segno evidente di sofferenza prolungata e mancata assistenza.

Barboncini sfruttati e trafficati, a Napoli 26 cuccioli scoperti in un canile lager abusivo

Barboncini sfruttati e trafficati, a Napoli 26 cuccioli scoperti in un canile lager abusivo

Barboncini rinchiusi tra escrementi e urina, cuccioli trasportati illegalmente lungo le autostrade e allevamenti abusivi pubblicizzati sui social. È questo…

Poco distante, la carcassa di un altro animale, morto tra l’indifferenza. Due cani di grossa taglia erano invece stipati in un box angusto, incompatibile con qualsiasi standard minimo di benessere.Niente acqua. Niente cibo adeguato. Nessuna attenzione. Solo abbandono.

Un contesto che non lascia spazio a giustificazioni. Gli animali sono stati immediatamente sequestrati e trasferiti in una clinica veterinaria convenzionata, dove stanno finalmente ricevendo le cure necessarie.

Al termine degli accertamenti, un uomo di 53 anni, proprietario del terreno, è stato denunciato. Dovrà rispondere di maltrattamento di animali, un reato che continua a riempire le cronache ma che ancora troppo spesso non trova una deterrenza efficace. La vicenda riapre una ferita più ampia: quella di controlli insufficienti e di una cultura del rispetto animale ancora troppo fragile. Perché episodi come questo non nascono all’improvviso, ma crescono nell’ombra, alimentati dal silenzio.E stavolta, proprio quel silenzio è stato rotto.