Pompei al voto dopo Lo Sapio: sfida tra Alfano, D’Alessio e Tortora per la fascia tricolore
Un passaggio di testimone politico, in una città che arriva alle urne dopo una fase di transizione e ridefinizione degli equilibri istituzionali. La campagna elettorale per le amministrative del 24 e 25 maggio si apre infatti all’interno di un contesto segnato dall’esperienza di governo guidata da Carmine Lo Sapio, scomparso nel dicembre scorso mentre era in carica.
Sinergia con Parco Archeologico e Santuario. Lo Sapio aveva impostato un modello centrato sulla cooperazione tra Comune, Parco Archeologico e Santuario. Una sinergia che ha rafforzato negli anni la vocazione internazionale della città. Tra turismo culturale e identità religiosa. La gestione affidata alla facente funzione Andreina Esposito ha garantito continuità amministrativa e ordinaria operatività. Ilquadro politico si ricompone ora attorno a tre candidati. Salvatore Alfano, Claudio D’Alessio e Giuseppe Tortora.
Alfano. Salvatore Alfano si presenta con il sostegno di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle e una rete di liste civiche. La sua linea punta alla continuità e al consolidamento del lavoro svolto negli ultimi anni. Con un focus su occupazione giovanile e sviluppo turistico. «È stato un lavoro lungo, costruito giorno dopo giorno, con impegno, sacrificio e una visione comune: dare a Pompei una prospettiva nuova, concreta e condivisa. Dietro ogni nome, dietro ogni candidatura, c’è una storia, una scelta coraggiosa, un pezzo di città che ha deciso di mettersi in gioco».
La lite per il concorso. Tra i candidati nella coalizione non figura Massimo Malafronte. Dopo la vicenda, che lo ha visto coinvolto, dello schiaffo al segretario comunale Vittorio Martino. In quanto Malafronte non avrebbe gradito – secondo la denuncia – la bocciatura di un congiunto alle prove scritte di un concorso pubblico.
Tortora. Giuseppe Tortora guida invece un fronte civico ampio che punta su sicurezza, vivibilità urbana ed efficienza dei servizi. «Il nostro impegno è rimettere al centro le persone. Nessuno sarà più lasciato solo. Vogliamo che Casa Borrelli torni a essere il cuore pulsante dell’assistenza. Saremo un presidio costante per chi vive momenti di difficoltà, perché una comunità è forte solo se sa proteggere i più fragili. Lavoreremo su sicurezza, riqualificazione urbana e servizi essenziali che funzionano davvero. Con il nostro piano strategico per i rifiuti istituiremo un’isola ecologica. L’obiettivo? Ridurre drasticamente i costi della Tari e combattere con fermezza l’abbandono selvaggio».
D’Alessio. Più marcata la visione internazionale proposta da Claudio D’Alessio, che richiama identità storica e dimensione globale della città. «Pompei non è solo archeologia e fede, è un messaggio universale di pace che parte da lontano. La nostra città, seguendo l’eredità del Beato Bartolo Longo, deve ambire a essere capitale della pace. Longo fondò il Santuario dedicandolo alla Pace Universale: un impegno che oggi più che mai dobbiamo fare nostro». Una competizione che si gioca non solo sui programmi. Ma sulla definizione stessa del ruolo futuro della città. Tra identità locale e proiezione globale.

