Sorrento torna al voto dopo tangentopoli: tre candidati sindaco per uscire dalla crisi
AMMINISTRATIVE
26 aprile 2026
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Sorrento torna al voto dopo tangentopoli: tre candidati sindaco per uscire dalla crisi

Dal “Sistema Sorrento” alle verifiche anti-camorra. Ora la città sceglie tra Attardi, Fattorusso e Pinto per lasciarsi alle spalle gli scandali e aprire una nuova stagione amministrativa.
Marco Cirillo

Un’amministrazione caduta sotto il peso dell’inchiesta “tangentopoli”. Un consiglio comunale azzerato dalle dimissioni. Un ente affidato alla gestione commissariale. La città torna al voto attraversando una delle sue crisi istituzionali più profonde. Con la necessità non solo di scegliere un sindaco, ma di ricostruire credibilità, regole e fiducia pubblica.

Le inchieste. Il quadro in cui si inserisce la competizione elettorale resta segnato dagli effetti dell’inchiesta che, poco più di un anno fa, ha portato all’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola. Accusato di aver intascato una tangente in un ristorante insieme a un collaboratore nell’ambito della refezione scolastica.

Sistema Sorrento. Da quell’episodio si è sviluppata un’indagine più ampia sul cosiddetto «Sistema Sorrento». Una rete di presunti appalti pilotati e relazioni opache che avrebbe coinvolto amministratori, intermediari, funzionari e imprenditori. Gli sviluppi del luglio 2025 hanno ulteriormente allargato il perimetro dell’inchiesta. Portando a nuove misure cautelari e accendendo i riflettori su opere pubbliche, affidamenti e – di recente – anche concorsi pubblici finiti al centro di accertamenti.

Il commissariamento. Le conseguenze politiche sono state immediate: le dimissioni di 11 consiglieri comunali nel maggio 2025 hanno determinato lo scioglimento anticipato del consiglio e il commissariamento del Comune, affidato alla commissaria Rosalba Scialla e al subcommissario Eliseo Nicolì. Impegnati in una fase di riordino amministrativo e sblocco dei principali interventi.

La commissione d’accesso. A tutto ciò si è aggiunta, nel marzo 2026, la commissione d’accesso inviata dal prefetto per verificare eventuali infiltrazioni camorristiche al Comune. Gli ispettori hanno esaminato atti e procedure. Concentrandosi anche su abusivismo edilizio e possibili intimidazioni e interferenze. E avrebbero già predisposto la relazione che evidenzierebbe uno scenario tutt’altro che positivo per l’ente. L’orientamento del Viminale che emergerebbe dalle recenti indiscrezioni – pur in assenza di comunicazioni ufficiali – sembra però escludere per ora la prospettiva di uno scioglimento. Pur con eventuali prescrizioni per la futura amministrazione. A fronte di una «malagestio» che avrebbe contraddistinto il percorso amministrativo degli anni passati.

La corsa al voto. La decisione del Consiglio dei ministri sul caso Sorrento, nel frattempo, non è ancora arrivata e intanto ieri sono state presentate le liste per le Comunali, alla scadenza prevista per il voto del 24 e 25 maggio. In questo scenario entrano in gioco i tre candidati sindaco Raffaele Attardi, Corrado Fattorusso e Ferdinando Pinto. Figure già protagoniste della stagione amministrativa degli anni ’90 nel Comune di Sorrento.

Pinto. Pinto ha ufficializzato per primo la candidatura a sindaco, puntando sulla sua consolidata esperienza. Già sindaco tra il 1995 e il 2000, ha costruito attorno a sé una coalizione con l’obiettivo di ristabilire solidità amministrativa e ha presentato tre liste a sostegno: Sorrento D’Amare, Noi Sorrento e Sorrento Rialzati. Il suo progetto insiste sulla necessità di rimettere in moto una macchina comunale provata dagli eventi recenti. Restituendo fiducia alla comunità sorrentina. In questa direzione va anche la scelta di indicare figure di alto profilo per la giunta, i magistrati Ernesto Aghina e Luigi Picardi, per dare un’impronta di legalità al percorso che intende intraprendere.

Fattorusso. Il candidato sindaco Corrado Fattorusso, già assessore a Sant’Agnello, ha costruito la sua proposta su trasparenza e rinnovamento, puntando su un percorso mirato al rinnovamento politico all’insegna della trasparenza e della legalità. Anche lui schiera tre liste: Siamo Sorrento, Sorrento Futura e Terra Mia. Accanto a Fattorusso c’è Ivan Gargiulo, protagonista di denunce che hanno contribuito a far emergere e scardinare il Sistema Sorrento degli appalti pilotati.

Attardi. A completare il quadro è Raffaele Attardi, già sindaco facente funzione tra il 1993 e il 1995. Sceso in campo dopo aver raccolto le firme in extremis. La sua lista, Costruiamo Insieme la Sorrento del Futuro, si propone come autonoma rispetto ai due blocchi principali. Provando ad intercettare un elettorato che guarda all’esperienza amministrativa ma cerca una collocazione distinta nel nuovo scenario politico.

Lo scenario. Il voto del 24 e 25 maggio diventa così molto più di una semplice scelta amministrativa. È un passaggio di ricostruzione politica e istituzionale. In cui la città si misura con la propria capacità di superare la stagione degli scandali e di proiettarsi verso un’epoca di discontinuità col recente passato. In gioco non c’è solo la guida del Comune. Ma la tenuta complessiva del sistema di governo locale e la sua credibilità futura. In un contesto in cui le tre coalizioni scendono in campo per rappresentare la loro idea di città e di futuro amministrativo.

Il caso di Pagani. Mentre Sorrento si avvia al voto, in attesa delle decisioni del Viminale, il Consiglio dei ministri si è espresso martedì scorso per il Comune di Pagani. Optando per lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche. Pochi giorni prima della scadenza per la presentazione delle liste elettorali. Il Comune di Pagani, dunque, sarà guidato dai commissari anti-camorra per 18 mesi.