Aggredì il segretario a Pompei, candidata sua moglie. D’Alessio: «Sfregio alle istituzioni»
BUFERA SULLE LISTE
27 aprile 2026
BUFERA SULLE LISTE

Aggredì il segretario a Pompei, candidata sua moglie. D’Alessio: «Sfregio alle istituzioni»

La candidatura della moglie del consigliere Massimo Malafronte accende lo scontro politico. Duro affondo del candidato sindaco Claudio D’Alessio contro la coalizione di Salvatore Alfano.
Marco Cirillo

Bufera politica a Pompei nelle ore successive alla presentazione ufficiale delle liste per le elezioni comunali. Al centro delle contestazioni del candidato sindaco Claudio D’Alessio c’è la candidatura della moglie del consigliere comunale Massimo Malafronte. Protagonista nei giorni scorsi – secondo una denuncia – di un’aggressione ai danni del segretario comunale Vittorio Martino.

La candidatura. La consorte di Malafronte figura nella coalizione a sostegno del candidato sindaco Salvatore Alfano. Espressione della maggioranza uscente. Ed è inserita nella stessa lista dell’attuale sindaca Andreina Esposito. Una scelta che ha immediatamente acceso il confronto politico in città. Anche alla luce dell’episodio avvenuto pochi giorni fa, quando Malafronte avrebbe colpito Martino, dopo la bocciatura del figlio del consigliere in un concorso pubblico.

D’Alessio all’attacco. A intervenire con toni duri è l’ex sindaco Claudio D’Alessio. Che parla di una strategia finalizzata a conservare consenso elettorale. «Da Alfano e dalla coalizione uscente tentativi maldestri di ingannare i cittadini: uno sfregio alle istituzioni e un danno per tutta Pompei», afferma. Nel mirino, in particolare, la decisione di candidare la moglie del consigliere. «Candidare la moglie del consigliere per raccogliere gli stessi voti è un atto di furbizia mal riuscito e deplorevole, che dimostra l’assenza di senso del limite e della gravità dei fatti».

La richiesta di accertamenti. Nei giorni successivi all’aggressione, sulle pagine social ufficiali del Comune era stato pubblicato un post con una foto di Malafronte e Martin. Accompagnata dal messaggio di una presunta riconciliazione. Su questo punto D’Alessio sottolinea il suo punto di vista. «Cosa dovrebbe aver compreso e perdonato, ‘da padre’, il dottor Martino? La violenza?». E aggiunge: «Tutto questo pubblicato sulle pagine istituzionali del Comune di Pompei?». L’ex primo cittadino accusa la maggioranza di «infangare le istituzioni». D’Alessio auspica «che la vicenda venga attentamente valutata dalle autorità competenti. Che si proceda alle opportune verifiche sulle recenti procedure concorsuali . E che venga ristabilito il principio di legalità».