Gragnano. Incendio in una casa, muore un anziano
Il suo corpo era ancora avvolto tra le fiamme quando i vigili del fuoco hanno fatto irruzione nell’appartamento di via Viviani, una stradina tranquilla nel cuore del Parco Imperiale, zona residenziale al confine tra Gragnano e Castellammare di Stabia. Una tragedia improvvisa e devastante si è consumata intorno alle 13 di oggi, quando un incendio domestico ha strappato alla vita un uomo di 79 anni, ex autista di autobus, molto conosciuto nel quartiere. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, l’anziano si trovava in cucina quando sarebbe divampato un piccolo incendio.
Le fiamme, sviluppatesi in pochi istanti, lo avrebbero improvvisamente travolto senza lasciargli scampo. L’ipotesi principale resta quella dell’incidente domestico, anche se non viene esclusa, in questa fase, nessuna pista investigativa, compresa quella del gesto volontario. Quando i soccorsi sono arrivati sul posto, per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare.
Il decesso sarebbe avvenuto in pochissimi minuti. Il corpo è stato ritrovato carbonizzato tra le sedie della sala da pranzo. A intervenire sono stati i vigili del fuoco di Napoli con un’autobotte e un’ambulanza del 118, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile. Sul caso è stato aperto un fascicolo d’indagine dalla Procura di Torre Annunziata, mentre le verifiche sono affidate ai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia. Sul posto è intervenuta anche la squadra della scientifica del nucleo investigativo di Torre Annunziata per i rilievi tecnici necessari a chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto. L’appartamento, come da prassi, è stato posto sotto sequestro.
Così come la salma del 79enne su cui la Procura potrebbe ordinare l’esame autoptico. La tragedia ha profondamente scosso l’intero quartiere. Subito dopo l’accaduto, diverse persone sono scese in strada, rimanendo in silenzio. Un clima gelido in un caldo pomeriggio di primavera scandito solo dalle lacrime dei familiari dell’anziano, chiamati per il riconoscimento della salma.
L’uomo, da quanto raccontano i residenti del quartiere, era una persona tranquilla, riservata, legata alla famiglia e molto conosciuta nella zona. Da circa due anni aveva perso la moglie, compagna di una vita intera, e da allora viveva da solo nella sua abitazione, pur mantenendo un forte legame con i figli e i nipoti che lo assistevano con costanza.
Nonostante alcune patologie e una recente operazione che gli aveva ridotto la mobilità, conduceva una quotidianità serena e abitudinaria. Proprio questa condizione rende ancora più difficile interpretare con certezza l’origine dell’incendio. Secondo una delle ipotesi, il rogo potrebbe essere partito dalla cucina, forse durante la preparazione del pranzo, ma si tratta al momento di una ricostruzione non definitiva. Le indagini proseguono senza sosta per chiarire ogni dettaglio e ricostruire gli ultimi momenti di vita dell’uomo. Intanto, nel quartiere resta un senso diffuso di sgomento e incredulità per una tragedia che, in pochi minuti, ha spezzato la vita di un uomo considerato da tutti un punto di riferimento discreto e silenzioso della comunità.

