Il report di ActionAid: “L’emergenza costante prodotta dallo Stato”
CRONACA
28 aprile 2026
REPORT "LA FRONTIERA, OVUNQUE. CENTRI D'ITALIA 2026"

Il report di ActionAid: “L’emergenza costante prodotta dallo Stato”

I decreti Meloni e l'aumento dei centri straordinari a discapito dell'integrazione: i dati del report di ActionAid e Openpolis.
Serena Uvale

La Frontiera, ovunque. Centri d’Italia 2026” è un report di ActionAid realizzato in collaborazione con Openpolis che smonta secondo cui l’Italia sarebbe “invasa” da migranti.

Il report, infatti, ricostruisce quanto accade nei Cas-Centri di accoglienza straordinaria, centri governativi e Sai-Centri degli enti locali con dati inediti riferiti alle persone accolte in Italia sulla base di oltre 70 procedure di richiesta a ministeri e Prefetture.  Secondo Fabrizio Coresi, esperto Migrazioni ActionAid, l’accoglienza si sta spostando sempre di più su un modello meno integrativo: i Cas, ovvero i centri di accoglienza straordinaria, dovrebbero essere soluzioni temporanee ma, in realtà, ospitano il 71,9% dei migranti. Mentre il Sai (sistema di accoglienza e integrazione gestito dai Comuni) si ferma al 24,7%. Come afferma Coresi: «I decreti del Governo Meloni in quattro anni hanno trasformato l’accoglienza in un mero dispositivo di filtro e contenimento». Su 6.024 strutture prefettizie attive nel 2024, 973 risultano oltre la capienza stabilita, 520 sono oltre il 120% e 13 hanno presenze pari al doppio della capienza.

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Si nota inoltre, un cambio radicale nella gestione dell’accoglienza con la crescita di dei gestori “for profit”. La debolezza dei controlli è “evidente e preoccupante”: secondo i dati di ActionAid nel 2024 si sono svolti 1.564 controlli (con sanzioni per i gestori pari a circa 677mila euro). Ci sono poli iper-monitorati come Napoli (100% delle strutture), Potenza (93,2%) e Caserta (il 95,6%) e grandi zone cieche come le Prefetture di Roma, Frosinone e Ravenna.

Il report analizza infine anche il tema dell’assegnazione dei porti lontani. ActionAid definisce questa strategia “una scelta non giustificata da reali problemi di sovraffollamento”. Emblematico è il caso del 31 dicembre 2023, quando ad una Ong è stato assegnato un porto nel Lazio. Lo sbarco ha coinvolto 55 persone, tra cui 15 minori e 13 minori soli. Nello stesso giorno, lungo il corridoio Sud-Tirreno formato da Sicilia, Calabria, Campania e Lazio, risultavano 6.370 posti inutilizzati, pari a quasi 116 volte le persone sbarcate.

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In sostanza, il generale degrado della gestione dei centri di accoglienza in Italia, alimenta la percezione di un’emergenza costante  favorendo l’idea di un’Italia invasa da migranti.