Sorrento, niente scioglimento ma stretta del Viminale: sorveglianza rafforzata sugli appalti
Non è un colpo di spugna, ma nemmeno una resa dei conti definitiva. È una linea di confine, sottile e carica di conseguenze, quella tracciata dal Viminale su Sorrento: la città evita lo scioglimento per infiltrazioni, ma entra in una fase di sorveglianza rafforzata che ridisegna regole, poteri e responsabilità. La decisione è netta nella forma e complessa nella sostanza: nessuno scioglimento, ma una serie di prescrizioni vincolanti.
Procedure blindate. Un pacchetto di misure che incide in profondità sulla macchina amministrativa e che segna una scelta di equilibrio tra allarme istituzionale e continuità democratica. Il cuore dell’intervento consiste nel «separare in modo netto la sfera politica da quella gestionale, rafforzare i controlli sugli appalti pubblici e intensificare la vigilanza su concorsi e affidamenti». Tradotto, significa cambiare prassi consolidate, blindare procedure, moltiplicare verifiche. Il Comune ha già recepito formalmente il provvedimento.
Il ripristino della legalità. La delibera commissariale parla di «un articolato e puntuale quadro prescrittivo volto al ripristino ed al consolidamento delle condizioni di piena legalità, trasparenza e regolarità amministrativa». Non un semplice richiamo, ma un indirizzo con effetti immediati sull’organizzazione interna.
Le prescrizioni. Le prescrizioni entrano nel dettaglio: controlli sulle filiere degli appalti e sui subappalti, rotazione obbligatoria negli affidamenti, verifiche sistematiche sui contratti, protocolli di legalità con la Prefettura, l’obbligo di rendicontazione qualificata entro il termine perentorio di sei mesi, configurando un preciso vincolo temporale e funzionale all’azione amministrativa.
Il coordinamento. Ci sarà una cabina di regia unica. Al segretario generale viene affidato «il coordinamento strategico, operativo e funzionale» dell’intero processo, con relazioni mensili e una rendicontazione finale entro sei mesi. È un percorso stringente. Destinato a incidere nel tempo. Un percorso di risanamento amministrativo che, nei fatti, sarà ereditato dal prossimo sindaco. Chiamato a muoversi dentro un sistema già riformato e sottoposto a monitoraggio continuo.
La commissione d’accesso. La tempistica non è casuale. La commissione d’accesso era stata inviata a marzo e ha prodotto una relazione in tempi rapidi. La decisione è arrivata prima del voto del 24 e 25 maggio, che quindi si terrà regolarmente. Un passaggio cruciale. La politica torna in campo, ma sotto condizioni precise. Sorrento arriva a questo snodo dopo dodici mesi segnati da scosse profonde.
Il Sistema Sorrento. Il Comune era stato commissariato dopo le dimissioni di 11 consiglieri, seguite all’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola, accusato di aver intascato una tangente. Poi i primi riscontri dell’inchiesta sul “Sistema Sorrento”. Un’indagine che ha fatto emergere un presunto sistema di appalti pilotati. Coinvolgendo politici, funzionari, intermediari e imprenditori. Nel frattempo, l’anno di gestione commissariale guidata da Rosalba Scialla ha consentito di ricostruire gli equilibri attraverso il ripristino della legalità, la prosecuzione delle opere strategiche, la ricomposizione di iter amministrativi incompleti.

