Napoli, emergenza sanità negli istituti penitenziari
SANITA’
29 aprile 2026
SANITA’

Napoli, emergenza sanità negli istituti penitenziari

Salute, prevenzione e uguaglianza; questi i punti del Protocollo per il rafforzamento dell’assistenza sanitaria specialistica negli istituti penitenziari firmato oggi a Napoli.
Maria Imparato

Sottoscritto il Protocollo di collaborazione tra la Procura Generale di Napoli, l’ASL Napoli 1 Centro e l’AFMAL ASP, centrale il tema dell’accesso alla sanità.  L’accordo, esempio di collaborazione istituzionale, mira a offrire risposte concrete alla mancanza di un’adeguata assistenza sanitaria all’interno degli istituti penitenziari.

 

Il Protocollo:

È stato sottoscritto oggi, presso la Procura Generale di Napoli, il Protocollo di collaborazione tra la Procura Generale di Napoli, l’ASL Napoli 1 Centro e l’Associazione con i Fatebenefratelli per i Malati Lontani- AFMAL APS. Il progetto è un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale ed è prova di come sia possibile costruire risposte concrete, efficaci e che rispettano la dignità della persona.

Significativo l’impulso della Procura Generale di Napoli, il cui ruolo di raccordo istituzionale si è concretizzato nel Protocollo firmato in giornata. Centrale il tema dei diritti fondamentali della persona: il carcere non funge solo da luogo in cui scontare la pena, ma anche da spazio in cui i diritti fondamentali trovano tutela.  Dal tavolo tematico promosso dalla Procura Generale emerge una criticità strutturale: la difficoltà nel garantire un’adeguata assistenza sanitaria all’interno degli istituti penitenziari.

 

Un esempio di collaborazione:

L’accordo che viene presentato oggi è il risultato di questo appello e mette insieme istituzioni e volontariato qualificato: la Procura Generale, l’ASL Napoli 1 Centro e l’Associazione AFMAL, che collaborano affinché medici specialisti volontari possano operare gratuitamente negli istituti di Poggioreale, Secondigliano e Nisida, integrando l’azione del Servizio Sanitario Nazionale.

L’ASL garantisce il supporto organizzativo e operativo necessario mentre l’AFMAL mette a disposizione competenze mediche di alto livello, rispettando le regole di sicurezza e la normativa sanitaria e tutelando la riservatezza.

 

Diritto alla salute:

Si risponde alla necessità di riaffermare un principio fondamentale: il diritto alla salute non si sospende con la detenzione, con questo obiettivo è nato un appello pubblico rivolto ai professionisti della sanità: un invito a mettere le proprie competenze al servizio di una realtà spesso ai margini. Migliorare l’accesso alle cure e prevenire le patologie non solo significa dare attuazione ai valori costituzionali, riducendo le disuguaglianze, ma contribuisce a rafforzare il ruolo rieducativo della pena.

 

Le dichiarazioni:

Il Presidente di AFMAL, Fra Gerardo DAuria O.H., ha dichiarato “La firma di oggi rappresenta un momento di grande significato istituzionale e umano. AFMAL risponde con convinzione all’appello lanciato dalla Procura Generale di Napoli, mettendo a disposizione le competenze dei propri medici specialisti volontari laddove il bisogno è più urgente. La tutela del diritto alla salute non può arrestarsi davanti alle porte di un istituto penitenziario: è un dovere civile e morale al quale la nostra Associazione non si è mai sottratta.” continua “Con questa Convenzione, AFMAL porta a Napoli – in una delle realtà penitenziarie più complesse d’Italia – un modello di intervento già collaudato: quello della collaborazione strutturata tra volontariato qualificato e istituzioni pubbliche, in un quadro di piena gratuità, trasparenza e rispetto della normativa vigente. Ringrazio il Procuratore Generale Policastro e il Direttore Generale Gubitosa per la fiducia accordata all’Associazione e per il coraggio di aver aperto questa strada.”

“Questo Protocollo – ha dichiarato il Procuratore Generale di Napoli, Aldo Policastronon è un atto simbolico, ma l’espressione concreta di una responsabilità costituzionale. L’articolo 2 della Costituzione impone alla Repubblica di garantire i diritti inviolabili della persona e l’articolo 27 ci ricorda che la pena non può mai tradursi in negazione della dignità umana. Il diritto alla salute delle persone detenute rientra pienamente in questo perimetro ed è un banco di prova della credibilità dello Stato di diritto. Con questa intesa rafforziamo una collaborazione leale tra istituzioni pubbliche e volontariato qualificato, capace di trasformare i principi costituzionali in interventi concreti, continuativi e verificabili all’interno degli istituti penitenziari.”

Il Direttore Generale SL Napoli 1 Centro, Gaetano Gubitosa ha aggiunto: “Da circa venti anni, l’ASL Napoli 1 Centro eroga assistenza sanitaria anche in alcuni Istituti Penitenziari. Il sovraffollamento delle carceri e il disagio lavorativo rendono tali strutture poco appetibili come ambiente di lavoro.” Continua “Con la firma di questa Convenzione, si compie un atto di responsabilità verso una parte di popolazione troppo spesso invisibile. L’accordo – sostiene Gubitosa. – nasce al fine di mettere in campo iniziative concrete volte a potenziare visite specialistiche e rafforzare l’assistenza sanitaria a favore della popolazione detenuta, ad integrazione dei servizi già garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale e portati comunque avanti negli anni nonostante le enormi difficoltà”

Il Protocollo sarà sottoposto a verifiche periodiche per verificarne le criticità e i punti di forza ed evitare che resti un impegno solo su carta.