Operai precipitati dal montacarichi a Napoli, la procura: «Vittime della negligenza»
MORTI BIANCHE
1 Maggio 2026
MORTI BIANCHE

Operai precipitati dal montacarichi a Napoli, la procura: «Vittime della negligenza»

Nell'incidente dello scorso anno persero la vita Vincenzo Del Grosso, Ciro Pierro e Luigi Romano. Ci sono 4 indagati per questa tragedia
Andrea Ripa

Sarebbe stato un «collasso strutturale progressivo», aggravato da una «lunga catena di negligenze», a causare il grave incidente sul lavoro costato la vita a tre operai lo scorso 25 luglio al rione Alto di Napoli. È quanto emerge dalla relazione del perito nominato dalla Procura partenopea, su incarico del sostituto procuratore Stella Castaldo.

Secondo quanto ricostruito, il cedimento della struttura sarebbe stato provocato da un serraggio inadeguato dei bulloni e dalla rottura di un tubo di collegamento al muro, risultato saldato proprio nel punto in cui si è verificata la rottura. Un insieme di criticità che ha determinato il ribaltamento della cabina del montacarichi e la conseguente caduta degli operai. Le vittime sono Vincenzo Del Grosso, 54 anni, Ciro Pierro, 62 anni, e Luigi Romano, 67 anni. Dai primi accertamenti è emerso che i lavoratori erano privi dei dispositivi di sicurezza, come caschi e cinture di ancoraggio anticaduta. Inoltre, due di loro lavoravano in nero e non avevano ricevuto un’adeguata formazione.

Ennesima tragedia sul lavoro: muore schiacciato da una pressa

Ennesima tragedia sul lavoro: muore schiacciato da una pressa

Bellizzi. Un’altra vita spezzata, un’altra famiglia distrutta e un elenco, quello delle "morti bianche", che in Campania continua ad allungarsi…

Secondo la perizia, sarebbero stati gli stessi operai a installare l’impianto dal quale sono poi precipitati. Senza che venissero effettuati i necessari controlli. Il documento evidenzia infatti gravi carenze nel piano operativo di sicurezza e nella vigilanza del cantiere. L’accertamento tecnico irripetibile risale al 2 agosto 2025, quando il montacarichi e la colonna furono smontati e analizzati alla presenza dei consulenti degli indagati. Nel registro degli indagati figurano due imprenditori, Vincenzo Pietroluongo, titolare dell’impresa esecutrice, e Carlo Napolitano, rappresentante della società che aveva noleggiato la piattaforma. Oltre a loro anche l’amministratore del condominio Luca Luciani e il responsabile della sicurezza del cantiere Gianluca Di Franco.

Primo maggio: sindacati in piazza a Napoli, emergenza lavoro e giovani

Primo maggio: sindacati in piazza a Napoli, emergenza lavoro e giovani

“Lavoro Dignitoso, contrattazione, nuove tutele, nuovi diritti e qualità dell’occupazione”, questo il tema della giornata. In un’Italia che cambia nell’era…

Per tutti, la Procura contesta il reato di omicidio colposo. Nella relazione si sottolinea come «la lunga catena di negligenze tecniche e procedurali ha annullato i margini di sicurezza della piattaforma». «Rendendola intrinsecamente instabile e pericolosa».

La causa principale viene individuata nella perdita di efficacia dei bulloni in trazione — molti dei quali sarebbero stati addirittura svitabili a mano — con il conseguente cedimento degli ancoraggi e il ribaltamento della struttura. Determinante, inoltre, la rottura di uno degli ancoraggi. Secondo il perito, con «elevata probabilità tecnico-scientifica» l’incidente sarebbe stato evitabile attraverso un corretto montaggio, un adeguato serraggio dei componenti e una configurazione idonea degli ancoraggi. Il sistema di sicurezza, pur conforme alle normative, sarebbe stato reso inefficace proprio dagli errori nell’installazione.

Incidente sul lavoro a Nocera, 6 indagati per la morte di Yassine

Incidente sul lavoro a Nocera, 6 indagati per la morte di Yassine

A oltre un anno dalla tragedia, arriva una svolta nelle indagini sulla morte di Yassine Bousenna. E' il 17enne di…

Tra le criticità evidenziate anche la mancanza di controlli e sopralluoghi, che avrebbero potuto individuare per tempo le anomalie. Evidenziata anche l’assenza di formazione degli operatori. Gli indagati sono assistiti dai rispettivi legali, mentre le famiglie delle vittime si sono costituite parte offesa. Chiedono verità e giustizia per una tragedia che riaccende i riflettori sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.