È morto Diego Marmo, fu il pm del «caso Tortora»
LUTTO NELLA MAGISTRATURA
4 maggio 2026
LUTTO NELLA MAGISTRATURA

È morto Diego Marmo, fu il pm del «caso Tortora»

Domani a Napoli i funerali presso la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini
Andrea Ripa

È morto all’età di 88 anni il magistrato Diego Marmo, figura nota della magistratura italiana per il suo ruolo nel controverso processo che vide imputato il presentatore televisivo Enzo Tortora.
Il decesso, avvenuto nella giornata di domenica, è stato reso noto solo oggi. I funerali si terranno domani, martedì 5 maggio, alle ore 11 a Napoli, presso la Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, situata in piazza degli Artisti.

È morto Alex Zanardi, campione infinito ed esempio di resilienza

È morto Alex Zanardi, campione infinito ed esempio di resilienza

La scomparsa di Alex Zanardi segna la fine di una delle storie più straordinarie dello sport italiano e internazionale. L’ex…

Marmo è stato un protagonista della vita giudiziaria italiana, ricoprendo nel corso della sua carriera anche il ruolo di procuratore della Repubblica a Torre Annunziata. Tuttavia, il suo nome resta indissolubilmente legato al caso Tortora, uno dei più discussi errori giudiziari nella storia del Paese. Nel processo, Marmo rappresentò l’accusa nei confronti di Tortora, arrestato nel 1983 con l’accusa di associazione camorristica e traffico di droga sulla base delle dichiarazioni di alcuni pentiti. Il caso suscitò un vasto dibattito pubblico e mediatico, culminato anni dopo con l’assoluzione piena del conduttore.

A distanza di decenni, nel 2014, Marmo riconobbe pubblicamente le proprie responsabilità, chiedendo scusa alla famiglia Tortora e ammettendo di aver commesso un errore. Un gesto tardivo ma significativo, che contribuì a riaprire la riflessione sui limiti e sulle responsabilità della giustizia italiana. La scomparsa di Diego Marmo riporta all’attenzione una delle pagine più delicate della storia giudiziaria del Paese, simbolo delle conseguenze che un errore può avere sulla vita delle persone e sull’opinione pubblica.

Recentemente aveva ricoperto anche la carica di assessore con delega alla legalità presso il Comune di Pompei, la giunta all’epoca era guidata da Nando Uliano.