Ottaviano: San Michele Arcangelo fra simboli e potere
Nella splendida cornice del Piano Nobile del Palazzo Mediceo, simbolo storico della città di Ottaviano, si è tenuto un incontro culturale di altissimo profilo. In occasione della festa di San Michele, patrono della comunità, dal titolo “San Michele Arcangelo nella monetazione longobarda“.
I saluti istituzionali e l’apertura
La serata è iniziata con i saluti del dottor Roberto Esposito. Commissario Prefettizio del Comune di Ottaviano, ha sottolineato il valore della memoria storica per l’identità cittadina. A seguito l’intervento di don Vittorio Garzone, parroco della Chiesa di San Michele Arcangelo, che ha richiamato il senso religioso della ricorrenza patronale.
A introdurre i lavori è stata la professoressa Rosa Carillo Ambrosio, Presidente dell’Associazione Dies Artis Semper e ideatrice dell’evento. La professoressa ha ribadito l’impegno dell’associazione nel promuovere la bellezza e la cultura nel territorio vesuviano.
Infine, l’ingegner Paolo Scudieri, Presidente della Fondazione Scudieri, che ha confermato il sostegno della Fondazione a iniziative che celebrano l’eccellenza storica e culturale locale.
Numismatica e Iconografia
Il momento centrale è stato caratterizzato dalla Lectio Magistralis della Dott.ssa Adelaide Esposito, esperta di Numismatica. Con grande competenza, la dottoressa ha illustrato come la figura dell’Arcangelo Michele sia stata impressa sulle monete durante il dominio longobardo. Così San Michele Arcangelo diventa un simbolo di protezione e legittimazione del potere. Successivamente, il dibattito è stato arricchito l’intervento di Don Luigi Vitale, docente di Arte e Archeologia Cristiana (ISSR “Duns Scoto”). Con passione ed amore ha approfondito l’evoluzione del culto micaelico dal punto di vista archeologico.
Il coordinamento dell’intera serata è stato affidato al professor Osvaldo Iervolino. Il docente e membro dell’associazione Dies Artis Semper, ha guidato il pubblico presente attraverso le diverse fasi del convegno. L’iniziativa, ha dimostrato come la sinergia tra istituzioni e associazionismo possa produrre eventi di spessore, capaci di attrarre studiosi e cittadini appassionati della storia del Mezzogiorno.

