SIMEU 2026: Napoli capitale della medicina d’Emergenza-Urgenza
Napoli, concluso ieri il Congresso Nazionale SIMEU. Attenzione non solo sul ruolo di medici e infermieri ma anche sulla figura del paziente e sulla necessità di costruire spazi efficienti.
“Il Tempo”, è questo il tema scelto per il Quattordicesimo Congresso Nazionale SIMEU che si è concluso nella giornata di ieri e che ha celebrato i 25 dalla fondazione della Società. Un appuntamento di grande rilievo scientifico e professionale, che ha riunito in città migliaia di professionisti provenienti da tutta Italia.
Il convegno ha visto protagonista l’expertise maturata al CTO, presidio dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, attraverso il vissuto della UOC di Medicina d’Urgenza e Terapia Subintensiva diretta da Mario Guarino, vicepresidente nazionale SIMEU.
Simbolico il ritorno del convegno a Napoli dopo dieci anni: la città, insieme all’Azienda Ospedaliera dei Colli, conferma il suo ruolo centrale nel dibattito emergenza-urgenza. Proprio a Napoli, negli anni Ottanta, è nata una delle scuole più influenti della Medicina d’Emergenza italiana, grazie alla visione del professore Fernando Schiraldi, pioniere di una disciplina che nel tempo ha acquisito valore e dignità.
Il Pronto Soccorso che vorrei
Centrale la tavola rotonda dedicata al “Pronto Soccorso che vorrei”, che ha riunito giovani specializzandi, medici, infermieri di emergenza-urgenza e professionisti di diversi ambiti.
Significativa la denuncia nei confronti di un organico ormai inadeguato, un problema divenuto strutturale con tempi medi di attesa in pronto soccorso che sfiorano le 24 ore. Insufficiente la collaborazione con il territorio, metà delle strutture indagate denuncia una condizione di isolamento operativo.
Non è rimasto inascoltato il punto di vista del paziente, rappresentato dall’attore napoletano Simone Borrelli.
«Abbiamo voluto che questo congresso non fosse solo una rassegna di linee guida, ma un momento per riflettere sul senso profondo del nostro tempo – ha dichiarato il vicepresidente nazionale SIMEU- quello che dedichiamo a salvare vite e quello che dobbiamo recuperare per l’ascolto, l’umanità del rapporto di cura e l’attenzione al fine vita».
Dall’altra parte del camice
Al confronto ha preso parte anche Giorgia Cozzolino, architetta esperta in edilizia sanitaria; a testimonianza di un dibattito che va oltre le competenze cliniche, ma che si interessa anche all’organizzazione dei flussi e alla capacità di costruire ambienti di cura funzionali e umani.
L’apertura dei lavori congressuali ha sottolineato il rapporto tra medicina, cultura e narrazione. Di impatto il dialogo tra lo scrittore Maurizio de Giovanni e Mario Guarino, durante il quale de Giovanni ha condiviso la sua esperienza di paziente, concentrandosi sulla fragilità di chi invece non indossa il camice.
Per l’Azienda Ospedaliera dei Colli il Congresso SIMEU 2026 rappresenta il riconoscimento del ruolo svolto dal CTO nel sistema emergenza-urgenza e nello sviluppo di una cultura professionale che sia in grado di legare l’alta specializzazione, tempestività delle decisione e attenzione alla persona.
Un traguardo che non è passato inosservato al direttore generale Anna Iervolino «L’esperienza maturata ogni giorno dai nostri professionisti, in contesti complessi e ad alta intensità assistenziale, rappresenta un patrimonio prezioso non solo per la nostra Azienda, ma per l’intero sistema sanitario».
Sottolineato anche il valore del tema, il quale «richiama una responsabilità fondamentale: garantire risposte rapide, competenti e appropriate, senza mai perdere di vista la dimensione umana della cura»

