Agguato a Ponticelli, 51enne ucciso mentre era in auto | IL NOME
Un nuovo omicidio scuote Ponticelli e riaccende l’allarme sulla guerra di camorra nella periferia Est di Napoli. Nella notte Antonio Musella, 51 anni, con precedenti, è stato ucciso in un agguato avvenuto in via Cupa Vicinale Pepe. L’uomo è stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco mentre si trovava all’interno di un furgone. L’allarme è scattato poco dopo la mezzanotte. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato che hanno trovato il 51enne gravemente ferito e riverso nel veicolo. Musella è stato trasportato d’urgenza all’ospedale del Mare in codice rosso, ma le ferite riportate si sono rivelate troppo gravi e i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso poco dopo il ricovero.
Sull’episodio sono in corso le indagini degli investigatori, che stanno cercando di ricostruire dinamica e movente dell’agguato. Gli inquirenti non escludono alcuna pista, ma il delitto si inserisce in un contesto già fortemente segnato dalle tensioni criminali che da anni interessano l’area orientale del capoluogo campano, teatro dello scontro tra i clan De Micco e D’Amico per il controllo del territorio. L’omicidio arriva in un momento particolarmente delicato per Ponticelli, quartiere già sconvolto nelle scorse settimane dall’uccisione di Fabio Ascione, il giovane estraneo alla criminalità organizzata morto in un altro episodio di violenza. Proprio dopo quel delitto è stata organizzata per il prossimo 16 maggio la Marcia popolare dell’educazione promossa dal Comitato anticamorra per la legalità insieme ad associazioni, scuole e realtà sociali del territorio.
Durissime le reazioni del mondo politico. Sandro Ruotolo, europarlamentare del Partito Democratico, parla di “situazione gravissima” e denuncia il rischio concreto di nuove guerre di camorra. “Non possiamo continuare a contare morti e sperare che tutto si fermi da solo”, afferma Ruotolo, che punta il dito contro quella che definisce “l’inefficacia della sola risposta repressiva”, chiedendo interventi strutturali sul piano sociale, educativo ed economico. Anche il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli interviene duramente dopo l’ennesimo fatto di sangue. “A Ponticelli il controllo del territorio è nelle mani della criminalità organizzata e non dello Stato”, dichiara il parlamentare, parlando di una escalation di violenza che coinvolge sempre più le periferie napoletane. “Le operazioni spot non bastano più”, aggiunge Borrelli, invocando una presenza concreta e continua delle istituzioni.
Intanto nel quartiere cresce paura e tensione. I residenti chiedono sicurezza e denunciano un clima ormai segnato da intimidazioni, sparatorie e regolamenti di conti che continuano a trasformare le strade della periferia Est in scenari di guerra.

