Danno erariale da 23 milioni di euro, citati in giudizio de Magistris e altri 7
L'INCHIESTA
12 maggio 2026
L'INCHIESTA

Danno erariale da 23 milioni di euro, citati in giudizio de Magistris e altri 7

L'ex sindaco si difende: «Sicuro della bontà del mio operato»
Andrea Ripa

La Procura regionale della Corte dei conti della Campania ha citato in giudizio l’ex sindaco metropolitano di Napoli Luigi de Magistris nell’ambito della vicenda relativa alla ricapitalizzazione della Ctp, l’azienda del trasporto provinciale poi fallita nel 2022. La decisione è stata resa nota nel corso di una conferenza stampa. Complessivamente saranno otto le persone chiamate davanti ai giudici contabili. Oltre a Luigi de Magistris, figurano tra i destinatari della citazione anche l’allora direttore generale, il segretario generale e i componenti del collegio dei revisori dei conti della Città Metropolitana. La prima udienza è stata fissata per il 10 novembre 2026.Secondo la Procura contabile, la scelta di ricapitalizzare la società partecipata nel 2019 avrebbe provocato un danno erariale superiore ai 23 milioni di euro. Al centro dell’inchiesta vi è dunque la decisione adottata dall’amministrazione metropolitana nel tentativo di salvare la storica azienda di trasporto pubblico.

Immediata la replica dell’ex sindaco, che rivendica la piena correttezza del proprio operato. “Sono certo della correttezza assoluta formale e sostanziale delle mie azioni. Ho agito per il bene comune e per salvare un servizio pubblico di rilevanza costituzionale, un’azienda pubblica e centinaia di famiglie”, ha dichiarato Luigi de Magistris.

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L’ex magistrato ha ricordato le difficoltà affrontate durante la sua esperienza amministrativa sia al Comune di Napoli sia alla guida della Città Metropolitana, sostenendo che il tentativo di salvataggio della Ctp fosse parte di una più ampia strategia per evitare il collasso delle aziende pubbliche locali. “Non siamo riusciti a completare il lavoro per Ctp perché il mio mandato è terminato e chi è arrivato dopo ha deciso di non proseguire il piano di rilancio”, ha aggiunto de Magistris, parlando di una vicenda che definisce “paradossale”.

Secondo l’ex sindaco, infatti, si troverebbe oggi a dover rispondere in giudizio per aver tentato di salvaguardare un servizio pubblico essenziale. Nel lungo intervento diffuso dopo la notizia della citazione, Luigi de Magistris ha inoltre sottolineato di aver operato sulla base dei pareri favorevoli degli organi tecnici e amministrativi dell’epoca, tra cui segretario generale, direttore generale, ragioniere generale e dirigenti competenti.

L’ex sindaco ha infine ribadito fiducia nella magistratura contabile, dicendosi convinto che verrà riconosciuta “la totale correttezza” dell’operato dell’amministrazione. Una vicenda destinata ora ad approdare nelle aule della Corte dei conti, dove si aprirà uno dei capitoli più delicati legati alla gestione delle partecipate pubbliche napoletane degli ultimi anni.