Maxi-sequestro a Torino, coinvolto un commercialista napoletano
Sequestrati 7 milioni di euro dalla Guardia di Finanza di Torino, sotto il mirino dell’accusa una società edile del capoluogo piemontese. Indagati un imprenditore e quattro professionisti tra Torino, Milano e Napoli.
Il caso
Una società edile di Torino avrebbe emesso fatture per operazioni relative a lavori di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico. Incarichi che non sarebbero stati mai eseguiti, ottenendo crediti fiscali fittizi legati al Superbonus 110%. Per questo la Guardia di Finanza di Torino, coordinata dalla procura, ha eseguito un sequestro preventivo di circa 7 milioni di euro disposto dal gip del tribunale torinese.
Le indagini vedono coinvolti l’amministratore di fatto della società, due architetti di Torino, un ingegnere di Milano e un commercialista dell’area di Napoli Nord. Ad essere contestati i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, emissione di fatture per operazioni inesistenti e riciclaggio.
Determinanti sarebbero le false asseverazioni tecniche, le attestazioni mendaci sull’esecuzione dei lavori e il rilascio di un visto di conformità irregolare.
L’accusa
Secondo l’ipotesi dell’accusa, la società avrebbe proposto ai condomini di un complesso immobiliare torinese dei lavori ‘a costo zero’, attraverso il meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito. Inducendoli a stipulare un contratto di appalto per dei lavori che si sarebbero conclusi entro il 31 dicembre 2023.
Di fatto, decorso il termine, i lavori di Ecobonus e Sismabonus non sarebbero mai stati realizzati. Ad insospettire, inoltre, i tentativi di modifica del progetto, con un aumento ritenuto eccessivo dei costi complessivi; quindi l’iniziativa giudiziaria dei condomini.
L’operazione avrebbe generato crediti d’imposta dal valore di 7 milioni di euro, che sarebbero stati in parte ceduti a terzi e in parte mantenuti nella disponibilità della società per future compensazioni fiscali. Il sequestro ha riguardato beni della società e degli indagati, con particolare riferimento ai crediti d’imposta ancora disponibili.
Le indagini sono ancora in fase preliminare, tutte le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti sino a sentenza definitiva. Tuttavia il caso torinese non è da considerarsi isolato, numerosi i precedenti prova dell’esistenza di un vero e proprio impianto fraudolento in cui i professionisti tecnici: architetti, ingegneri e commercialisti costituiscono pilastri di un sistema che appare consolidato.

