Una mamma denuncia gli atti di bullismo subiti dalla figlia ai pm
BULLISMO
13 Maggio 2026
BULLISMO

Una mamma denuncia gli atti di bullismo subiti dalla figlia ai pm

"Mesi di segnalazioni ignorate dalla scuola. Mia figlia di 10 anni lasciata soffrire senza soccorsi."
Carmen Caldarelli

Quello che doveva essere un luogo di crescita e sicurezza si è trasformato, per una bambina di soli 10 anni, in un incubo fatto di violenze fisiche e psicologiche. La vicenda, avvenuta in un istituto scolastico dell’hinterland napoletano, è ora approdata sul tavolo della Procura di Napoli Nord dopo la denuncia formale presentata dalla madre della piccola vittima.​

 

IL CALVARIO​

Secondo quanto esposto dalla donna, la figlia sarebbe stata bersaglio di bullismo sistematico per mesi. Calci, pugni, occhiali da vista spaccati e colla versata sui capelli, queste sono solo alcune delle  azioni subite dalla bambina.​

 

«Ho segnalato tantissime volte la situazione alla dirigente, alla vicepreside e alle insegnanti, ma purtroppo nulla è stato fatto». Ha dichiarato la madre, sottolineando un presunto muro eretto dall’istituzione scolastica.​

 

FRATTURA ROTULA​

L’episodio più grave risale allo scorso 5 marzo. La bambina, già dolorante per i calci ricevuti nei giorni precedenti, è caduta nei corridoi scolastici riportando la frattura della rotula.

 

​Oltre al danno fisico, la denuncia punta il dito sulla gestione dell’emergenza. Secondo il racconto della piccola, la supplente presente in classe non avrebbe né allertato i soccorsi né la famiglia. La docente avrebbe anche costretto la bambina a camminare nonostante il dolore lancinante, minimizzando l’accaduto.​

 

IL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI​

Prima di rivolgersi ai magistrati, la famiglia ha tentato altre vie. Attraverso un legale, sono state inviate comunicazioni formali sia all’Ufficio Scolastico Regionale della Campania che al Ministero dell’Istruzione.​

 

«Non ho ottenuto alcun riscontro concreto – spiega la donna – e per questo ho deciso di depositare la denuncia in Procura.»​

 

Ora spetterà agli inquirenti accertare le responsabilità, non solo dei presunti bulli, ma anche del personale scolastico.

 

Una vicenda che riaccende i riflettori sulla sicurezza nelle scuole e sulla capacità degli istituti di intercettare e gestire i segnali di disagio prima che sfocino in tragedia.