Torre del Greco, torna l’incubo della «fontana della vergogna»: acqua torbida e muffa dopo i lavori
Torre del Greco. Doveva essere il simbolo della rinascita di via Roma, il segnale concreto della riqualificazione completata dopo mesi di lavori e polemiche. Invece, con l’arrivo delle prime giornate di caldo, la fontana di «Capo Torre» è ripiombata nell’incubo che da anni accompagna uno degli interventi pubblici più contestati della città.
L’acqua è tornata opaca, in alcuni punti verdastra, mentre lungo il perimetro delle vasche sono ricomparse chiazze di sporco e muffa capaci di riaccendere immediatamente le proteste di residenti e commercianti.
Il cantiere-lumaca
Eppure, solo pochi mesi fa, sembrava che la situazione fosse finalmente rientrata. Dopo il lungo stop ai lavori di rifunzionalizzazione e gli interventi di manutenzione straordinaria eseguiti negli ultimi mesi del 2025, la fontana era stata riattivata tra annunci e rassicurazioni.
Per settimane l’acqua era apparsa limpida e l’impianto sembrava avere (finalmente) superato le criticità che avevano trasformato l’opera in un bersaglio continuo di ironie e contestazioni.
Ma la «tregua» è durata poco. Con l’aumento delle temperature e con la maggiore «attenzione» prestata alle periferie dal nuovo assessore ai lavori pubblici Virginia Palomba, i vecchi problemi si sono ripresentati con inquietante puntualità. Verosimilmente, un guasto ai filtri e la mancata manutenzione hanno provocato l’ennesimo disastro proprio in un momento in cui – grazie alla costante presenza degli stand delle associazioni di hobbisti – l’area a ridosso della fontana stava iniziando a diventare un punto di riferimento e incontro.
Un calvario infinito
Del resto, la storia della fontana di via Roma è stata sin dall’inizio un percorso accidentato. Realizzata durante l’amministrazione comunale guidata all’epoca dal sindaco Ciro Borriello, l’opera avrebbe dovuto rappresentare il fiore all’occhiello del restyling urbano di «Capo Torre». Nel tempo, invece, si è trasformata nella “fontana della vergogna”: costi elevati, continui interventi tecnici, problemi di pulizia e periodi di inattività hanno accompagnato praticamente ogni fase della sua esistenza.
Negli anni si sono susseguite segnalazioni, denunce e lavori tampone. A più riprese l’impianto è stato svuotato, ripulito e rimesso in funzione, salvo poi tornare al centro delle polemiche per acqua sporca, cattivi odori o guasti.
Le spese record
Nel 2024 le discussioni si erano concentrate soprattutto sulle spese per la manutenzione, finite sotto la lente della minoranza e di numerosi cittadini esasperati da continui disservizi. Poi era arrivata la nuova fase di riqualificazione, con il cantiere rallentato per mesi e trasformato in un simbolo delle opere pubbliche incompiute.
Quando finalmente, dopo il restyling, le vasche erano tornate a funzionare, gli esponenti dell’amministrazione comunale oggi guidata dal sindaco Luigi Mennella avevano parlato di un «nuovo inizio». Oggi, tuttavia, il ritorno del degrado rischia di cancellare in poche settimane quell’immagine di rinascita. E a «Capo Torre», tra residenti e commercianti, cresce la sensazione di assistere all’ennesimo capitolo di una vicenda che sembra non finire mai.
@riproduzione riservata

