Sant’Antonio Abate, rapina in casa a un 82enne: arrestati tre giovani
RAPINA A S. ANTONIO ABATE
14 maggio 2026
RAPINA A S. ANTONIO ABATE

Sant’Antonio Abate, rapina in casa a un 82enne: arrestati tre giovani

A Sant'Antonio Abate tre giovani hanno picchiato e rapinato un 82enne nella sua casa. Arrestati due maggiorenni e un minorenne. Decisive le telecamere e il ritrovamento delle biciclette elettriche.
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Tre giovani, due maggiorenni e un minorenne, sono stati raggiunti da misure cautelari con l’accusa di rapina e lesioni aggravate per la violenta aggressione ai danni di un anziano di 82 anni avvenuta lo scorso 30 marzo a Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli. I Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia hanno eseguito due ordinanze di arresti domiciliari, emesse dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina, e un provvedimento di collocamento in comunità disposto dal gip del Tribunale per i Minorenni di Napoli.

L’irruzione notturna nell’abitazione

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre si sarebbero introdotti nell’abitazione dell’82enne durante la notte, con il volto coperto da passamontagna. Dopo aver forzato una porta-finestra della cucina, avrebbero aggredito l’anziano con calci e pugni, provocandogli la frattura di alcune costole e lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.

Bottino di gioielli in oro

Dopo il pestaggio, i rapinatori si sarebbero impossessati di monili in oro per un valore complessivo di circa mille euro. La fuga sarebbe avvenuta a bordo di due biciclette elettriche, successivamente rinvenute nella disponibilità degli indagati.

Decisive le telecamere di videosorveglianza

Le indagini, condotte dai Carabinieri della Stazione di Sant’Antonio Abate e dalla Sezione Operativa della Compagnia di Castellammare di Stabia, sono state supportate dall’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza pubblica. Gli accertamenti hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei tre giovani.

Due ai domiciliari, il minorenne in comunità

I due maggiorenni sono stati posti agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. Il terzo indagato, che all’epoca dei fatti era ancora minorenne, è stato invece collocato in una comunità in provincia di Salerno.