Il catamarano green “Ganany” approda in Campania
È salpato il 5 maggio scorso dal porto di Marsiglia ed è pronto ora a fare il suo ingresso nel Golfo di Napoli. Si chiama Ganany ed è il catamarano a zero emissioni della Fondazione Race for Water. Il mezzo unisce tecnologia d’avanguardia, ricerca scientifica e divulgazione ambientale.
La missione, che rientra nel progetto internazionale “Posidonia Connect”, sbarca per la prima volta in Italia. L’obiettivo è studiare, monitorare e raccontare il ruolo vitale che la Posidonia oceanica riveste per la biodiversità, la resilienza climatica e la difesa delle nostre coste.
ISCHIA E NAPOLI
Il viaggio italiano del Ganany si snoderà attraverso due tappe principali nel territorio campano. Il tutto è coordinato dal punto di vista scientifico dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn. L’istituto di ricerca vanta una lunghissima e prestigiosa tradizione nello studio di questa pianta marina.
Il catamarano farà tappa inizialmente a Ischia per un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Di seguito si sposterà a Napoli, ormeggiando al suggestivo Molo San Vincenzo.
Il programma è fitto di appuntamenti. Sono previsti laboratori di divulgazione con le scuole, tavole rotonde con gli stakeholder. In particolare, nella tappa nel capoluogo partenopeo, un importante incontro istituzionale seguito da un’apertura al grande pubblico.
TECNOLOGIA AD IMPATTO “ZERO”
Il Ganany è un vero e proprio gioiello di ingegneria sostenibile. Per navigare riducendo al minimo l’impatto sull’ecosistema marino, l’imbarcazione integra tre fonti di energia pulita. È dotato di pannelli solari, sistemi di idrogenazione e ali veliche completamente automatizzate.
Questa tecnologia “silenziosa” permetterà ai ricercatori di monitorare il declino degli ecosistemi marini e di co-progettare strumenti di gestione e protezione più efficaci. La Posidonia, infatti, è una pianta marina che svolge un ruolo decisivo nell’assorbimento del carbonio, nel contrasto all’erosione costiera e nel sostentamento della fauna ittica.
INDICATORE “EBQI”
L’Italia è il terreno di prova ideale per questa missione, poiché ospita il 20% delle praterie di Posidonia nel Mediterraneo.
Nell’ambito del progetto Marha (sostenuto dal programma europeo Life), la tappa campana servirà a testare sul campo un nuovo e rivoluzionario indicatore ecologico: l’EBQI (Ecosystem-Based Quality Index). A differenza dei vecchi parametri, l’EBQI analizza l’ecosistema nella sua interezza. Si va dalle comunità di invertebrati e pesci associati, fino agli uccelli marini e alle interazioni ecologiche.
Nel Golfo di Napoli, il monitoraggio toccherà tre aree strategiche con caratteristiche ambientali profondamente diverse. L’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” ad Ischia, l’Area Marina Protetta “Punta Campanella”, infine il tratto costiero del Parco Regionale dei Campi Flegrei.
«Questa prima missione in Italia rappresenta solo l’inizio di un progetto più ampio», spiegano i responsabili di Posidonia Connect. «L’obiettivo è estendere progressivamente il lavoro ad altre aree strategiche del bacino mediterraneo – tra cui il Mar delle Baleari, il Mar d’Alboran, l’Adriatico, lo Ionio, l’Egeo e il Bacino Levantino – per ottenere una mappa globale dello stato di salute della Posidonia e, al contempo, rafforzare la cooperazione scientifica internazionale».

