Iran, tra caduta del regime e nuova guerra: il futuro sospeso di una generazione
Un Paese sospeso tra liberazione e paura Raccontare l’Iran oggi significa entrare in una contraddizione difficile da decifrare. È un…
Una storia di fuga, accoglienza e arte quella che arriva da Castelpoto, nel beneventano. Samiar e Asmar, una coppia di rifugiati politici scappati quasi un anno fa dal regime dittatoriale iraniano, hanno trovato una nuova vita in Campania grazie al progetto SAI, gestito dalla cooperativa Lilliput.
«Siamo stati costretti a lasciare l’Iran, a causa di un regime dittatoriale e ideologico che nega i diritti umani fondamentali e porta avanti una sistematica oppressione delle donne, privandole di ogni dignità e libertà» queste le parole di Samiar, che lavora come designer nel territorio, in occasione della presentazione del dipinto che l’artista ha donato al Comune. Il dipinto che Samiar ha scelto di donare al Comune è dedicato alla lotta e alla resilienza delle donne iraniane. Nel quadro è raffigurato il profilo di una donna ad occhi chiusi, mentre dai suoi capelli si liberano colombe bianche, simbolo di pace e libertà.
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Alla cerimonia di consegna erano presenti il sindaco Vito Fusco e il presidente della cooperativa Giovanni Tagliaferri, che hanno sottolineato l’importanza dell’integrazione e del talento come veicoli di pace. L’artista ha infine ringraziato il progetto Sai per il supporto e lo Stato italiano per l’accoglienza e ha concluso ricordando l’enorme valore simbolico della sua opera: «Ho voluto usare la mia voce di artista per celebrare la forza, la resilienza e l’importanza cruciale della donna che non si arrende: dai capelli della donna, liberi come onde nel vento, nascono e si liberano delle colombe bianche verso un cielo aperto. Le colombe e la parola Libertà rappresentano il desiderio universale del popolo, e in particolare delle donne, di rompere queste catene e riconquistare la Pace»